Moschioni – Cividale del Friuli (UD)

di Marco De Tomasi e Pietro Cortiana

Dopo averne assaggiato i vini lo scorso anno, ci ha sempre accompagnati il desiderio di approfondire la conoscenza di Michele Moschioni, consapevoli che l’energia e il magnetismo dei suoi prodotti fossero il risultato di scelte agronomiche e di vinificazione tese a massimizzare le potenzialità espressive del territorio e dell’annata.

Fiducia ben riposta!

Michele ci riceve in una splendida sala: si capisce subito che questo è il suo regno e con l’arredamento intende chiaramente incuriosire l’ospite invitandolo ad entrare nel suo mondo, a partire dalla fila di affettatrici manuali Berkel che egli stesso restaura con passione e competenza.

In un angolo un grande camino con una grande cappa circolare in rame. Il fuoco è acceso. L’atmosfera si fa subito cordiale mentre comincia a parlarci del suo lavoro, dei suoi vini e del suo immaginario, fatto di dedizione al territorio e di pazienza.

Questo si traduce in campagna nella scelta di non utilizzare diserbanti o concimi chimici, di ridurre al minimo indispensabile i trattamenti e di condurre in vigna manualmente tutte le operazioni rispettando i tempi di maturazione delle uve e prepararle al successivo appassimento.

Analogamente, in cantina vengono esclusi gli enzimi e i lieviti selezionati, le fermentazioni sono effettuate in tini di legno senza controllo della temperatura e con follature manuali. Nessuna filtrazione durante l’imbottigliamento.

Rosso Celtico 2006: 50% Merlot, 50% Cabernet Sauvignon. Profumi di piccoli frutti sotto spirito su un fondo di spezie di buona ampiezza. Tannini ben presenti in equilibrio con il tenore alcolico. Entrambi giocano a sostegno della buona lunghezza. Un vino che convince senza però emozionare.

Rosso Reàl 2006: 50% Tazzelenghe, 25% Merlot, 25% Cabernet Sauvignon. Senzazioni ampliate rispetto al precedente. La componente di Tazzelenghe dona freschezza e, assieme al tenore alcolico, assicura notevole allungo. Merlot e Cabernet a fare da contraltare al precedente riequilibrando perfettamente l’indole selvatica del vitigno autoctono e donando progressione all’allungo.

Schioppettino 2006: naso con spezie e piccoli frutti in evidenza. In bocca la sensazione di armonia complessiva cede il passo troppo frettolosamente a sensazioni dolci che tendono a condizionare l’equilibrio e segnarne lo sviluppo. Michele non nasconde che la sensazione dolce (derivante dalla surmaturazione delle uve) che a noi è parsa una  forzatura, è conseguenza di una scelta produttiva volta a dimostrare la versatilità dello Schioppettino: un’uva capace di dare vini freschi ed immediati ma anche strutturati ed ambiziosi.

Pignolo 2006: spettro olfattivo di ampiezza mirabile, spezie, cuoio, cioccolato e ancora piccoli frutti rossi. In bocca si svolge ampio e potente, riproponendo al gusto l’ampiezza dei profumi. Il tannino vivido e la piacevole freschezza, tenute a bada dalla notevole gradazione alcolica (Michele conferma che va oltre i 15,5 gradi in etichetta), forniscono la giusta spinta ad un finale interminabile. Un autentico campione, sintesi di complessità e piacevolezza.

Refosco dal Peduncolo Rosso 2006: il più rustico della gamma (sempre Refosco rimane), con le diverse componenti che sembrano seguire ciascuna una propria strada e  contribuiscono a rendere disarmonico lo sviluppo. Tenore alcolico in evidenza nonostante sia il vino con la minore gradazione (14.5%).

Giudizi a tratti un po’ severi! Michele non ce ne voglia, abituati come siamo a chiedere sempre il meglio ad un produttore che per le potenzialità comunicative dei suoi vini si colloca fra gli interpreti più interessanti del Nord-Est d’Italia.

Moschioni
Via Doria, 30 – Fraz. Gagliano
33043 – Cividale del Friuli (UD)
Tel. 0432 730210 – Fax 0432 716465
Ettari vitati: 13
Bottiglie annue prodotte: 31.000 circa

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