La Biancara di Angiolino Maule – Gambellara (VI)

di Marco De Tomasi e Pietro Cortiana

Per approfondire ulteriormente la conoscenza della zona produttiva di Gambellara, non potevamo fare a meno di confrontarci con Angiolino Maule e la sua azienda, La Biancara.

Angiolino è uno dei capofila del movimento dei vini naturali, organizzatore della manifestazione VinNatur che si svolge ogni anno in concomitanza al Vinitaly presso Villa Favorita a Sarego (VI) e punto di riferimento per alcuni giovani produttori della zona che hanno abbracciato da subito la naturalità come metodologia produttiva.

Al nostro arrivo ci riceve il figlio Alessandro, al quale rivolgiamo alcune domande sulle filosofia aziendale e sullo spirito che anima la manifestazione di aprile.

Scopriamo con piacere che Angiolino non è un ortodosso della biodinamica steineriana: ha invece i piedi ben piantati a terra. Dopo aver sperimentato in prima persona le pratiche omeopatiche della biodinamica “classica”, non trovando riscontri effettivi sul miglioramento delle colture, se ne è allontanato elaborando un approccio produttivo nel quale coesistono “naturalità” e sperimentazione. Da un lato il rifiuto di qualsiasi approccio invasivo in vigneto e in cantina nel pieno rispetto del territorio e dei suoi frutti, dall’altro la volontà di affrontare le problematiche legate alla conduzione del vigneto attraverso la sperimentazione in campo.

In tale contesto si inserisce l’organizzazione della manifestazione di Villa Favorita, con la quale Angiolino non solo intende promuovere le aziende che aderiscono alla naturalità (biologiche, biodinamiche o naturali in senso lato), ma che ha come scopo principale la raccolta dei fondi necessari a svolgere ricerche per l’identificazione di prodotti e pratiche naturali che vadano a sostituire i prodotti di sintesi utilizzati nella viticoltura convenzionale.

Alessandro ci accenna in particolare alle sperimentazioni in corso presso 7 aziende dell’associazione VinNatur, con la supervisione dell’agronomo Michel Barbaud e dell’università Cattolica di Piacenza, per testare l’efficacia di formulati a base di batteri lattici e tisane, nella difesa dalle malattie fungine e nel miglioramento della fertilità del terreno.

Alessandro ci spiega che proprio in questo tipo di approccio e in particolare nella diversa destinazione dei fondi raccolti va ricercato il senso della divisione tra VinNatur e VinoVinoVino, l’altra importante manifestazione dedicata ai vini naturali. Da una parte la ricerca, dall’altra la preminenza della promozione commerciale delle aziende che praticano la naturalità.

Angiolino ci raggiunge per scambiare qualche battuta e poi ritornare alle sue faccende. Alessandro ci introduce i prodotti aziendali, tutti rigorosamente i.g.t.

Sassaia 2009: 85% Garganega e 15% Trebbiano di Soave. Colore giallo dorato. Al naso frutta gialla matura, buccia d’uva e lievito, con una piacevole nota aromatica (salvia) che in chiusura emerge dal fondo minerale. Note minerali e fruttate che ritornano chiaramente anche in bocca, dove però le diverse componenti stentano a trovare il giusto equilibrio a causa di un’acidità elevata che in questa fase evolutiva tende a condizionare lo sviluppo.

Pico 2008: 100% Garganega. Giallo dorato, leggermente più carico del precedente. Naso anche qui dominato da frutta gialla matura con note evidenti di nocciola e crosta di pane. In bocca è di notevole presenza e buon equilibrio con note minerali e sapidità ben contrastate dal calore alcolico. Un vino che sa essere espressivo e comunicativo senza cedere nulla in termini di bevibilità.

Canà 2008: 90% Cabernet Sauvignon, 10% Merlot, da vigneti situati sui Colli Berici. Rosso rubino con riflessi granato, molto cupo. Naso spiazzante: non riconoscibili le classiche note varietali del cabernet. Emergono invece prepotentemente la marmellata di mirtilli e note dolci che ricordano i vini della Valpolicella (dovute probabilmente al breve appassimento delle uve). In bocca è saporito, grasso, con tenore alcolico e morbidezza zuccherina evidenti ma ben mitigate dai tannini (quasi a voler rimarcare le sue ottime doti di estrazione).

So San 2008: Tocai Rosso 100%, da vigneti dei Colli Berici in comune di Sossano. Prelievo da botte di un vino che non ha ancora concluso la fermentazione. Alcolicità elevata, ammorbidita da un residuo zuccherino importante che lo rende quasi abboccato. Vino da seguire nel suo percorso evolutivo alla ricerca di una giusta fusione delle diverse componenti. Sicuramente interessante.

Recioto di Gambellara 2008: 100% Garganega. Prelevato da botte. Ambra chiaro. Al naso frutta disidratata con leggere note di smalto. In bocca è grasso, (caratteristica che lo distingue dai vini della stessa tipologia proposti dalle altre aziende visitate a Gambellara) ben bilanciato tra dolcezza, alcol ed acidità. Non mancano le note minerali in chiusura.

Taibane 2008: 100% Garganega. Ottenuto da vendemmia tardiva solo in annate particolari, selezionando uve provenienti dai vigneti della zona di Taibane. Campione da botte. Naso particolare, con evidenti note muffate, che via via cedono il passo a frutta matura e sentori floreali per lasciare spazio nel finale a note minerali e balsamiche. In bocca è pulito, di buon equilibrio e progressione. Ritornano nitide le note di muffa e la ricchezza di frutto incontrate al naso.

Risultati altalenanti per una gamma non sempre a fuoco. Angiolino sperimenta, trascina, cerca nuove strade, si mette in discussione e torna sui propri passi, per poi ripartire di slancio. I vini, pur nelle imperfezioni e spigolosità di alcune etichette, ispirano suggestioni pienamente positive. La Biancara rappresenta un’ottima base per riscoprire le potenzialità offerte dal territorio di Gambellara.

La Biancara di Angiolino Maule
Contrà Biancara, 14
36053 – Gambellara (VI)
Tel. e fax 0444 444244
www.biancaravini.it
Ettari vitati: 13
Bottiglie annue prodotte: 50.000

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