Rosso del Salento Patriglione 1993 – Cosimo Taurino

di Marco De Tomasi

Mi sono reso conto di avere più bottiglie che occasioni per aprirle.

Per cui ho preso l’abitudine la domenica di usare i miei familiari (che non condividono il mio interesse) come “cavie” per l’apertura di vecchie bottiglie che giacciono da anni in cantina.

Così mi è capitata tra le mani questa bottiglia di Rosso del Salento Patriglione del 1993. Negroamaro 90% e Malvasia Nera 10%.

Il Patriglione di Cosimo Taurino è uno dei vini più blasonati del nostro meridione.

Naturale che ti venga la voglia di metterlo alla prova a quasi 17 anni dalla vendemmia.

Tappo perfettamente integro, nessuna difficoltà nell’estrarlo.

Accidenti.

Che profumi !

Verso nel calice.

Rosso granato con un vago accenno aranciato all’unghia.

Al naso piccoli frutti rossi sotto spirito, prugne, cuoio, cioccolato, vaniglia, spezie e note balsamiche.

In bocca è di una freschezza inaspettata. Non solo: il frutto è ancora pieno, “polposo” e fragrante. La progressione è nitida. Ritorni retronasali nel pieno rispetto del frutto. Tannini di una morbidezza setosa, si integrano nelle altre componenti in uno sviluppo quasi dolce, controbilanciato da una sapidità che ne agevola la scorrevolezza e  la bevibilità. Il contenuto alcolico di 14,5 gradi non dà il benché minimo disturbo. Nessun cenno di cedimento.

Un vino che merita tutta la fama di cui gode.

Se vi capita una bottiglia di questa annata ’93, consiglio faraona o anatra al forno.

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