Pialli – Barbarano Vicentino (VI)

di Marco De Tomasi

I Colli Berici, terra che lentamente comincia a svelare la propria vocazione alla produzione di tagli bordolesi, possiedono un ulteriore patrimonio che nell’interpretazione comune è, a mio modo di vedere, ancor più ampiamente sottovalutato: il Tocai Rosso.

O meglio, quello che fino a poco tempo fa si chiamava Tocai Rosso e che oggi stenta a trovare una propria univoca identificazione a causa della nota normativa internazionale che ha proibito l’uso del termine Tocai a tutti i vini non prodotti nell’omonima regione a cavallo tra Ungheria e Slovacchia.

Curioso come tale normativa abbia colpito un’uva che, a causa del colore, non risulta certo confondibile con le varietà a bacca bianca utilizzate principalmente in Alsazia, (dove il termine Tokai veniva utilizzato in realtà per indicare il Pinot Grigio), Friuli e Veneto (Tocai Friulano o Italico), né tantomento nell’omonima regione.

Così le direttive prevedono che in Veneto i vini prodotti sia da Tocai Italico che da Tocai Rosso, prendano il nome di Tai, generando ulteriore confusione.

Confusione che il consorzio della doc Colli Berici ha tentato di risolvere “inventando” la sottodenominazione Barbarano, utilizzata per la zona dei colli con più lunga tradizione nella produzione del Tocai Rosso.

E non posso che trovarmi d’accordo con questa decisione: un nome legato al territorio e ad una località particolare. Facile da memorizzare e ricordare. Quindi efficace.

Peccato non si possa fare anche per il resto della produzione dei colli.

Al di là della nomenclatura, il Tocai Rosso non è (ovviamente) neppure parente della varietà a bacca bianca coltivata in Friuli e Veneto orientale. Gli studi ne hanno invece dimostrato la comunanza genetica con il Cannonau sardo e il Grenache francese, a loro volta geneticamente affini alla Garnacha spagnola.

Va però detto che l’interpretazione comune data sui colli a questo vitigno è molto lontana sia dai Cannonau sardi che dalle varie espressioni del Grenache francese che della Garnacha spagnola.

Vini non troppo strutturati, con colori che vanno dal rosso rubino brillante al rosè, sostenuti da un frutto giovane, intenso, vinoso e da tannini asciutti.

Con queste premesse, non vi nascondo la sorpresa quando, in occasione dell’ultima edizione di VinNatur, ho fatto la conoscenza di Alessandro Pialli.

Per la prima volta mi è infatti capitato di riconoscere in un Tocai Rosso (Barbarano, nella fattispecie) la parentela con i vini ottenuti in altre parti del mondo con varietà similari.

Alessandro possiede solo 1 ettaro e mezzo, piantato a Tocai Rosso sulle colline di Barbarano.

Innamorato del Tocai Rosso e convinto delle potenzialità ancora nascoste di quest’uva, ha letteralmente “forzato” le proprie viti in modo da produrre il meno possibile, con impianti ad alta densità, diradamenti precoci, nessuna irrigazione, nessuna fertilizzazione ed adottando inoltre il regime di coltura biologico.

Due i vini ottenuti da questo vigneto, differenziati i base all’identità dell’annata. L’etichetta Cìo Bacaro viene riservata sole alle annate con carattere più marcato. Di prossima uscita anche un passito da uve Tocai Rosso che prenderà il nome di Gregorio.

Rosso Calbin 2005: Rosso rubino, riflessi granati. Al naso è vinoso, poi marasche e lievi note di legno, ancora pepe ed altre spezie, cacao. L’ingresso del sorso è morbido, quasi dolce ma lascia progressivamente spazio ad una componente austera, sostenuta dai tannini. E’ il vino che più dimostra la parentela con la Garnacha, ricordando a tratti alcuni Priorat spagnoli (nelle interpretazioni meno complesse).

Rosso Calbin 2006: rosso rubino, più tenue e brillante dell’annata precedente. Si ripropongono i profumi, ma meno intensamente, al cacao succedono note di vaniglia più evidenti. Il sorso è più fresco, teso e scorrevole, con note retronasali su sfumature “dolci”.

Cìo Bacaro 2007: rosso rubino carico, riflessi granato. Al naso emergono subito frutti rossi sotto spirito, marasche, more, cui susseguono tenui note di vaniglia e note vegetali ancora verdi. In bocca è imponente, con un frutto denso e tannini ancora prepotenti, nervosi ma in buona evoluzione. Del tutto inaspettato.

Notevoli le differenze tra un’annata e l’altra, sembrano vini del tutto diversi. Gran parte del fascino dei vini di Alessandro risiede anche in questo.

Prezzi, franco cantina: 9,60 euro per il Rosso Calbin 2006, 14 euro per il Rosso Calbin 2005 e il Cìo Bacaro 2007.

Pialli
Via R. Fabiani, 22
36021 – Barbarano Vicentino (VI)
Tel. 0444 886788
www.vinipialli.it
info@piallivini.it
Ettari vitati: 1,5
Bottiglie annue prodotte: 4/6.000

0 thoughts on “Pialli – Barbarano Vicentino (VI)

  1. Ricordo di aver bevuto una delle prime annate di Pialli, non solo quale delle due etichette ma, ne fui deluso. Ottima frutta ma forzato quasi come un Amarone. 15,5% vol. Ordinammo una bottiglia in 3 e non riuscimmo ad arrivarne a metà.

    Di recente però ho bevuto il Cio Bacaro e la bottiglia l’abbiamo finita in 2 persone.
    Un’altra interpretazione dai tempi del primo assaggio. Molto elegante ed interessante.

  2. Si Stefano, probabilmente hai bevuto il Cio Bacaro 2004 (il primo prodotto).
    Ho avuto l’occasione di assaggiarlo a VinNatur l’anno scorso e l’impressione è stata la stessa.
    Alessandro in quell’occasione ha forzato decisamente la mano.
    Ma si impara anche da questo.

  3. ho avuto modo di conoscere il tocai rosso per sbaglio: ero in un ristorante e al piatto si abbinava bene un bianco, la cameriera mi ha proposto un tocai, e io, amante di tale vitigno, ho accettato.
    Grande fu la mia meraviglia quando a tavola mi arriva un tocai “rosso”!!!
    Rimasi impietrito e in silenzio profondo bevvi il tocai rosso…..

    🙂

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