Casa Roma – San Polo di Piave (TV)

di Marco De Tomasi

Casa Roma si nasconde tra edifici moderni sulla strada che da San Polo di Piave porta alla frazione di Ormelle.

A dire il vero, non essendo mai stato da queste parti,  mi immaginavo una situazione nettamente più bucolica, ma il nordest produttivo non può essere fatto solo di ameni paesaggi e splendidi casolari isolati.

La vecchia casa colonica che ospita l’azienda è un piccolo gioiello tra le costruzioni degli ultimi decenni.

Anzi, un piccolo scrigno: le gioie sono rappresentate ovviamente dai vini prodotti.

Tante le etichette proposte dai cugini Luigi e Adriano Peruzzetto.

Non le ho assaggiate tutte.

Ho iniziato con un paio di prodotti base per poi concentrarmi su quella che è l’anima di Casa Roma: il Raboso del Piave,  proposto in numerose declinazioni.

Luigi, cantiniere dell’azienda (sarebbe enologo, ma chissà perché trovo il termine un po’ freddo, nel suo caso) mi ha fatto accomodare nella sala di degustazione, un bel locale arredato in stile rustico.

Iniziamo con due vini “base” (vedere le note in fondo per i prezzi perché i prodotti valgono):

Manzoni Bianco 2010: al naso predomina la pera, avvolta in sentori aromatici che richiamano le componenti dell’incrocio. In bocca spicca la sapidità. Si distende poi grazie ad una buona freschezza, per chiudere con precisione su note minerali. Magari non è un campione della categoria, ma sicuramente spicca tra le tante intepretazioni banali del Manzoni Bianco che invadono quotidianamente il mercato.

Carmenere 2009:  naso vegetale, anche qui un sentore preminente: la rucola. Non si ferma ed evolve su note affumicate e speziate (pepe, tabacco). In bocca è pieno e scorrevole. Chiude diretto ed asciutto, grazie a tannini ben marcati.

Raboso Piave 2007: la bandiera dell’azienda. Macedonia di frutti rossi (ciliegie, prugne, more), una fitta trama olfattiva ancora in evoluzione, giocata essenzialmente sulle spezie. Ma la sorpresa è in bocca. Scordatevi i rabosi massicci, sovraestratti, rustici e difficili da bere. Il nerbo austero, tipico del vitigno, c’è tutto, ma qui è arricchito di complessità ed eleganza. Coniugati da una scorrevolezza emozionante. Bottiglia che una volta aperta, non avrete alcuna difficoltà a finire. E potrebbe anche venirvi la voglia di aprirne un’altra !

Ma a Luigi piace sperimentare. E dai “trofei” esposti sulla trave del caminetto, direi che molti suoi punti di riferimento sono anche miei: Rinaldi, Soldera, Principiano, e molti altri che ora non ricordo ma che ho riconosciuto come familiari.

Raboso Pro-Fondo Rosso: Raboso sur lie. Luigi si sorprende quando confermo di conoscere Vittorio Graziano e i suoi Lambrusco, cui ha chiesto qualche “dritta” per iniziare a sperimentare questa tipologia. Bella spuma viola, il naso si apre su note di fragole mature cui seguono note “ferrose”. In bocca è fresco, asciutto e diretto, senza fronzoli o inutili appensantimenti sul fronte del residuo zuccherino (come piace a me). Solo il retronasale chiude su piacevoli ricordi dolci.

Raboso Metodo Classico, non dosato: ci risiamo, dopo Graziano, qui il riferimento è Francesco Bellei (eh, si: conosco pure i suoi prodotti). Vedo che con Luigi ci si intende ! Qui alle fragole si assommano note minerali decisamente più evidenti rispetto al sur lie. Grafite e polvere nera. Preciso, sebbene non ancora completo nella sua evoluzione. Definizione che si ritrova anche all’assaggio, con ritorni nel retronasale di piccoli frutti rossi. Da aspettare.

Fin qui quello che ho assaggiato durante la mia visita.

Mi corre l’obbligo però di segnalarvi almeno altre due etichette, assaggiate in altre occasioni.

Manzoni Moscato Spumante: Incrocio Manzoni 13.0.25 (Raboso x Moscato d’Amburgo). Se possiamo bere questa autentica chicca, buona parte del merito va tra gli altri anche ai cugini Peruzzetto, che con caparbietà hanno conservato in azienda i filari di questo inusuale (il Moscato d’Amburgo è una varietà da tavola) quanto raro incrocio del professor Manzoni, anche quando sembrava destinato all’oblio. Uno spumante dolce, dal bel colore rosa antico, che esprime la dolcezza e l’aromaticità del Moscato, coniugata all’impronta virile del Raboso.

Raboso Passito Callarghe: un passito di Raboso a mio gusto particolarmente interessante, appena un po’ rustico a causa delle componenti tannica e alcolica, ma sicuramente ricco di personalità.

Accennavo più sopra di prezzi. Non me ne sono preso nota, ma mi è rimasto impresso quello del Manzoni Bianco e del Carmenere. 3,50 Euro a bottiglia. A salire i resto della gamma, ma senza esagerazione alcuna.

Casa Roma
Via Ormelle, 19
31020 – San Polo di Piave (TV)
Tel. 0422 855339
Fax 0422 802091
e-mail: info@casaroma.com
www.casaroma.com
Ettari vitati: 40 (26 di proprietà + 14 in affitto)
Bottiglie annue prodotte: 200.000

0 thoughts on “Casa Roma – San Polo di Piave (TV)

  1. Ciao Marco
    sei straordinario, una forza caterpilleriana di sisifea memoria
    belle note, stuzzichevoli ( ho scoperto, da molto, i minerali come nota dell’Ade) soprattutto per me che, fin da piccolo, non ha mai sopportato il raboso. non vedo, davvero, l’ora di gustarlo
    ancora buon lavoro
    a presto
    Piergiorgio Casara

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