Marion – Marcellise (VR)

Di Marco De Tomasi e Pietro Cortiana

Ogni volta che ci avventuriamo in Valpolicella, non possiamo fare a meno di notare come quest’angolo di Veneto poco abbia da invidiare, in termini paesaggistici, alla Toscana da cartolina.

Antiche pievi, ville, castelli ed abbazie punteggiano il territorio, e frequenti sono i filari di cipressi a caratterizzarne gli scorci.

Non da meno, celebri sono i vini che qui si producono.

Marion è il nome dell’antico borgo dove ha sede l’azienda di proprietà della famiglia Campedelli, un tempo parte delle tenute dei Marioni, famiglia nobiliare veronese.

Stefano e la moglie Nicoletta ci accolgono sotto la vecchia barchessa, parte di una villa rurale del ‘400.

Stefano spiega la filosofia produttiva dell’azienda, che può essere sintetizzata nella ricerca dell’equilibrio naturale del vigneto (realtà però condotta in regime convenzionale, a scanso di equivoci sul termine “naturale”), nell’uso sapiente delle tecniche di appassimento appartenenti alla tradizione della Valpolicella e nella precisione tecnica in cantina. Il tutto si traduce nel bicchiere in vini di buona seduzione, armonia e legame al territorio privi generalmente di tecnicismi o piacionerie. In un solo caso (Rosso Veronese Calto 2005) la caratterizzazione territoriale e la finezza che contraddistinguono la produzione aziendale non risultano supportate dal giusto carattere, tanto che il vino si presenta un po’ freddo e costruito.

Valpolicella Borgo Marcellise 2009: al naso è subito espressivo grazie al corredo fruttato con note di ciliegie mature, lamponi e fragole che si fondono in modo armonioso ad una sensazione terrosa e di spezie dolci. In bocca risulta molto fresco e caratterizzato da una progressione verticale, con piacevoli ritorni di frutti rossi (amarene e lamponi) nel retronasale. Semplice ed efficace, offre piacevolezza ed immediatezza, ben coniugate ad una discreta complessità organolettica.

Valpolicella Superiore 2007: Naso ampio e complesso, caratterizzato dal susseguirsi di sensazioni in rapida progressione: alla nota speziata (pepe) fa seguito una sensazione aromatica (salvia e rosmarino) che sfuma sotto la spinta alcolica su una nota di grafite. Il tutto con una nota di frutta matura che fa da contorno e supporto. In bocca è morbido, disteso e di buona progressione grazie anche al contributo della componente alcolica che favorisce il ritorno nel retronasale delle componenti speziate e di frutta matura percepite in fase olfattiva.

Cabernet Sauvignon 2007: vino che per espressività, equilibrio e cura del dettaglio riassume al meglio lo spirito e lo stile aziendale. Cura dei particolari che consente di riconoscere in modo nitido sentori di marasca e prugna matura, sentori di spezie (pepe e cumino), note terrose e riconoscimenti minerali (grafite). Cura dei particolari che si esprime in bocca attraverso il ritmo e la progressione che caratterizzano lo sviluppo rendendo il prodotto efficace e godibile.

Teroldego 2007: sentori di frutti rossi e caramello (quasi uno spunto di “cottura”) a cui fanno seguito note verdi e citrine, aprono il campo ad una sensazione generale di compattezza e sostanza materica non ancora espressa. Le note verdi e citrine marcano in modo netto l’ingresso in bocca, amplificate da una sensazione di freschezza che contraddistingue lo sviluppo iniziale e contribuisce a tenere vivo il sorso. L’iniziale verticalità dello sviluppo diventa via via più sfumata: il vino si distende lasciando intravedere il suo potenziale espressivo e riservando una piacevole nota di anice in chiusura.

Rosso Veronese Calto 2005: blend di tre vini (Valpolicella 60%, Teroldego 20% e Amarone 20%), sapientemente dosati per un risultato ad effetto,  privo però della profondità che contraddistingue il resto della produzione aziendale. Vino dunque costruito per piacere ed incontrare i favori di un ampio pubblico, che non a caso nasce su “suggerimento” delle autorità preposte all’importazione in Canada. Ne comprendiamo le ragioni commerciali anche se a nostro parere risulta troppo esplicito nella sua artificiosità, allontandosi dall’integrità e complessità stilistica della gamma aziendale.

Amarone della Valpolicella 2006: frutti rossi sotto spirito e macedonia di prugne e ciliege. La nota speziata conferita dal legno è evidente ma non disturba, fornendo anzi un suo contributo sostanziale alla calibrata eleganza del naso. Ingresso in bocca caratterizzato da morbidezza (senza eccessi zuccherini) e da un corredo di frutta appassita che si integra perfettamente con la componente tannica, alcolica e con la piacevole freschezza, assicurando allo sviluppo ritmo e sostanza.

Nicoletta ha voluto infine farci assaggiare la prima annata prodotta del Cabernet Sauvignon, un po’ la bandiera dell’azienda, dato che Stefano è stato tra i primi a proporre in zona una etichetta “non autoctona” e quindi estranea alle consuetudini della Valpolicella. Cabernet e Teroldego sono uve che hanno poco a che fare con la Valpolicella, anche se la pratica dell’appassimento in fruttaio aiuta non poco nel fornire un chiaro rimando alla tradizione viticola del territorio.

Cabernet Sauvignon 1996: frutti rossi, poi cacao, cioccolato, cuoio, tabacco ed infine peperone. In bocca esprime ancora un grande dinamismo (aiutato da una freschezza ancora ben presente) e mantiene al contempo un carattere disteso e diffuso, grazie alle componenti morbide che accompagnano l’intero sviluppo al palato. Retronasale caratterizzato da note di caffé e bacche di sambuco. Un risultato che rende onore alle capacità e alle scelte produttive dell’Azienda.

Prezzi, franco cantina al pubblico: 7 euro per il Valpolicella “base”, 19 per il Valpolicella Superiore, 22 per Cabernet e Teroldego, 30 per Calto e 41 per l’Amarone.

Marion
Via Borgo, 2
37036 – Marcellise di San Martino Buon Albergo (VR)
Tel. 045 8740021
Fax 045 8740914
e-mail: info@marionvini.it
www.marionvini.it
Ettari vitati: 20
Bottiglie annue prodotte: 60.000

0 thoughts on “Marion – Marcellise (VR)

  1. heilà Marco e Piero
    cronache davvero deliziose da ogni angolazione (eno-linguistico-antroppologico ,a parte lo sdraio di plastica:oorrrendo)…
    ..ma per i vostri habituè c’è il rischio, ovvio, del dejà vu – sia pur di alto livello – (inventare profumi e sapori e contro natura): proporrei qualcosa di davvero nuovo ( non chiedetemelo, ci sto pensando, come per l’azione politica); intanto la voce “da acquistare veramente”, e altre voci valutative sintetiche (una specie di legenda: immediata da percepire), dove acquistare il prodotto oltre l’azienda) ecc.
    comunque bravi: che altro dire
    ho proprio voglia di una degustazione (ditemi i vostri prossimi-vicini impegni e vedo di trovare una serata per una rentrée di pura-alta degustazione: ho una ventina di bottiglie off limits in cantina)
    prosit
    Piergiorgio

    • Per la sdraio: la colpa non è dei proprietari, dato che ho scattato le foto senza preavviso, cogliendo involontariamente anche “il vissuto” del luogo. Un luogo bello, vivo e quindi attuale, anche con i prodotti meno avvenenti del vivere moderno !
      Sulla possibile “legenda”, è da quando abbiamo dato vita al blog che ci pensiamo.
      Non riusciamo a risolverci in tal senso nella considerazione che tutto è soggettivo.
      C’è chi per assurdo potrebbe trovare nel rosso Calto, il vino preferito della produzione Marion (niente di più facile, essendo il più internazionale e piacione di tutta la proposta).

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