Paltrinieri – Sorbara (MO)

di Marco De Tomasi e Pietro Cortiana

Da qualche tempo ci solleticava l’idea di approfondire la nostra scarsa conoscenza del Lambrusco nelle sue varie identità.

Così nel mezzo del caldo agostano abbiamo infilato l’autobrennero in direzione Modena, la più ricca, in termini di tipologie proposte, delle provincie del Lambrusco.

Quattro sono infatti le doc modenesi del Lambrusco: Salamino di Santa Croce (in prevalenza uve Salamino), Sorbara (prevalenza di Sorbara), Castelvetro (Grasparossa), più la generica doc Lambrusco di Modena (fino a qualche tempo fa solo igt).

Il nostro primo obiettivo è stata Sorbara, con l’azienda Paltrinieri.

I vigneti aziendali sono concentrati in una delle aree più vocate della denominazione, quella del “Cristo”.

La proposta di Alberto Paltrinieri, che conduce l’azienda di famiglia,  è incentrata ovviamente sul Lambrusco di Sorbara vinificato sia congiuntamente al Salamino, sia in purezza.

Come vedremo, è in quest’ultima versione che Alberto riesce ad esprimere al meglio il potenziale varietale, sia con le moderne tecniche (Charmat), sia recuperando quell’intimo legame con la tradizione modenese attraverso la rifermentazione in bottiglia. Da segnalare che nella versione tradizionale, storicamente legata al territorio, il prodotto non riesce ad avere il giusto riconoscimento a livello locale, ma può contare su un numero crescente di appassionati fuori provincia, estimatori del suo carattere spontaneo ed intransigente (nemo profeta in patria, come si suol dire).

Va detto che il Lambrusco di Sorbara, a differenza degli altri Lambrusco, è una varietà soggetta al fenomeno dell’acinellatura, similarmente al Picolit. Questo si traduce in vini che nelle interpretazioni più intransigenti possiedono un carattere tagliente abbinato ad una  colorazione a volte “scialba”.

Bianco dell’Emilia: da uve Trebbiano e Lambrusco di Sorbara (vinificato in bianco) in uguale percentuale. Vinoso ed invitante si apre al naso su note floreali ben fuse a quelle fruttate (mele, fragole e ciliegie). In bocca, alla morbidezza del Trebbiano fa da controcanto la spinta energica ma composta del Sorbara e una carbonica che sostiene il ritmo. Fresco, piacevole ed immediato con sentori di buccia d’uva e ritorni di caramello nel retronasale.

Lambrusco di Modena Greto: da Lambrusco Salamino 100%, vivace, rosso rubino con riflessi violacei. Colpisce il naso con un esplosione di frutta (ciliegia, fragole, lamponi) che lascia spazio a sentori dolci di mandorle e nocciole ben fusi (tanto da ricordare la caramella Rossana), cui segue un lieve fondo di liquirizia. L’ingresso in bocca è morbido con richiamo alle sensazioni dolci percepite al naso, anche se il carattere del vitigno non tarda ad uscire e a condizionarne lo sviluppo: acidità e tannino tendono infatti ad asciugare il palato limitando la persistenza gustativa.

Lambrusco di Sorbara Piria: uve Sorbara (70%) e Salamino (30%). E’ l’uvaggio tipico del Sorbara. Il colore è meno carico del precedente, per la presenza del Sorbara e meno esuberante al naso. Non per questo meno interessante, anzi, a renderlo intrigante sono proprio i suoi profumi tenui di fragoline di bosco, susina e lavanda contornati da leggere note di incenso e cera. L’ingresso in bocca è dominato dalla cremosità. Non riesce ad avere quel respiro e quella distensione che ci si sarebbe attesi, rimanendo compresso nella parte anteriore della bocca. Solo dopo la deglutizione la piacevole complessità delle sensazioni avvertite in fase olfattiva ritornano nel retronasale.

Lambrusco di Sorbara Sant’Agata: Sorbara 100%. Colore sempre più scarico che prelude a sensazioni olfattive più sfumate, con sentori balsamici e mentolati che si mischiano a note di fragoline e chinotto. In bocca le varie componenti sono bene integrate ad una trama di buono spessore e possono contare su una vigorosa spinta acida.

Lambrusco di Sorbara Leclisse: Sorbara 100%. Colore e impatto olfattivo agli antipodi: tanto scarico il primo quanto compatto ed energico il secondo, preludio di sostanza anche al palato. Naso dominato da una autentica “macedonia” di piccoli frutti rossi (fragole, lamponi e ciliegie), ribes e rosa canina. In bocca le sensazioni trovano continuità, volume e sapore grazie ad una carbonica cremosa e ad una piacevole nota sapida. Quest’ultima assieme alla immancabile freschezza consentono al vino di mantenersi nei binari della tipologia, controllando un accenno zuccherino che rimane solo come piacevole sensazione di caramello in fase retroolfattiva.

Lambrusco di Sorbara Radice: Sorbara 100%, rifermentato in bottiglia. Colore rosa antico. Il naso, ancora compresso è dominato dalle consuete note di piccoli frutti che si arricchiscono di una interessante nota minerale e balsamica. Al gusto è senza compromessi e poco incline al dialogo, chiuso com’è nella sua tagliente verticalità. Il vino lascia intravedere le sue potenzialità riproponendo i caratteri fondamentali della tipologia (piccoli frutti rossi, freschezza e gustosa mineralità) nel solco della tradizione. Chiusura su note chinate. Da seguire, avendo cura di attendere la completa espressione del suo potenziale evolutivo.

A margine richiamiamo le belle etichette curate da Fabrizio Loschi (tranne per Leclisse), dai chiari riferimenti alla pittura di Giorgio Morandi a ribadire il percorso di astrazione messo in atto dall’azienda Paltrinieri alla ricerca della più intima espressione del vitigno lambrusco.

Paltrinieri
Via Cristo, 49
Sorbara (MO)
Tel. 059 902047
Email: info@cantinapaltrinieri.it
www.cantinapaltrinieri.it
Ettari vitati: 15
Bottiglie annue prodotte: 100.000

0 thoughts on “Paltrinieri – Sorbara (MO)

  1. Il bello del vino : … c’è sempre da imparare e sperimentare … e ce n’è per tutti !?!
    Trovando il tempo – sarebbe bello fare un salto da lui in cantina.

  2. Alla fine di ottobre esce con un piccolo esperimento di un lambrusco selezione 12 mesi sui lieviti. Ho avuto modo di assaggiarlo è incredile, mai beuto un Lambro così buono. Sottolineo anche che l’ho conosco dal 2002 e in questi ultimi anni ha fatto un balzo qualitativo enorme, frutta della giovane età e della tenacia di fare bene. Al contrario di altri produttori più datati ha saputo cogliere il momento del mercato per sviluppare il sorbara con eleganza e tanta bevibilità. Sottolineo bevibilità perchè da operatore la contrazione dei consumi si attenua almeno con vini BEVIBILI, PULITI e fedeli alla tradizione locale.
    La tradizione è l’altro elemento che può battere la crisi.
    Grazie
    Andrea Manfredini

    • I 3 bicchieri di un Lamrbo in generale sono un po’ una forzatura, necessaria per le guide, ma non verietiera del Mondo del Vino.
      Le necessità di rilanciare prodotti da prezzo e facili alla beva ha fatto riscoprire il Lambro, ma di certo è molto lontano da essere un grande vino.

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