Nouvelle Cuisine à Gran Vitesse

di Marco De Tomasi

… o se preferite, la Nuova Cucina Italiana (?) ad Alta Velocità

Non voglio crederci ma è vero.

McDonald c’è riuscita un’altra volta.

Dopo che l’allora responsabile del Dicastero delle Politiche Agricole e oggi Governatore del Veneto, Luca Zaia s’era fatto turlupinare (con tutta probabilità in buona fede, ammettiamolo) dalla multinazionale americana, che dopo aver lanciato il McItaly con soli ingredienti italiani (mah !) con tanto di impomatato ministro intento ad addentare un hamburger, aveva fatto scivolare nel dimenticatoio tutte le buone intenzioni allora manifestate riguardo l’approvvigionamento con soli prodotti di italica origine (causa l’insucesso – ci avreste scommesso ? – dell’iniziativa), ora è toccato a uno dei simboli internazionali della grande cucina italiana cadere sotto le colesteroliche lusinghe del cibo “super size me”.

Apprendo con raccapriccio che Gualtiero Marchesi ora firma il menù McItaly.

Cosa ne guadagna McDonald lo capisco.

Cosa ne viene in tasca a Gualtiero Marchesi e all’immagine della cucina italiana, non lo riesco a cogliere, al di là dell’eventuale compenso puramente economico.

Ora, la cantonata presa dal Ministro Zaia nel metterci la faccia e l’immagine dei prodotti italiani si può anche comprendere e, a voler essere buoni, considerare la cosa come un incidente di percorso …

… ma perseverare è diabolico !

4 thoughts on “Nouvelle Cuisine à Gran Vitesse

  1. HO VISTO LA PUBBLICITà IN TV E………..NON HO VOLUTO ESPRIMERE NESSUN GIUDIZIO (MI SONO FORMATO ANCHE SULLE SUE RICETTE, SULLLA SUA SCUOLA DI PENSIERO ECC. ECC. COME SI DICE UNO DEI MIEI MAESTRI A PENSER E… FASER)
    NON VOGLIO DIFENDERLO, MOLTE ALTRI QUOTATI PERSONAGGI (PENSO A MESSNER E ALL’ACQUA…) SI SON SPORCATI LE MANI.
    NON VOGLIO NEPPURE IMBASYIRE UNA RIFLESSIONE/DISCUSSIONE SULLA QUESTIONE, MA DEVO DIRE CHE LA QUESTIONE MI SOLLETICA E QUINDI BUTTO LA’ QUALCHE MOTA SPARSA
    QUI ENTRA IN GIOCO IL CIBO: VEICOLO DI SOCIALIZZAZIONE, DI CULTURA DI UN POPOLO BLA BLA BLA
    MA C’E’ UN POPOLO GIOVANE CHE SI INGOZZA(?) DI PANINI MEC. DAVVERO UN PANINO NON PUO’ DIVENTARE UN BUON PANINO, UN OTTIMO PANINO CON UN PLUS VALORE GASTRONOMICO STELLATO?
    NON CREDO SIA CAMBIATO MOLTO E CHE GAUALTIERO ABBIA MESSO SOLO LA FACCIA, MA SE MI CHIEDESSERO DI CONFEZIONARE UN PANINO GRAN GOURMET PER LE NUOVE GENERAZIONI BEH NON DIREI SUBITO DI NO: PENSO AD UN HAMBURGHER PER vICENZA: DI POLLO E MAIALE SPEZIATO ALLA VICENTINA, FOGLIE DI RADICCHIO DI ASIGLIANO, CIPOLLA DEI BERICI STUFATA, ZABAIONE SALATO, UNA FETTINA SOTTILISSIMA DI SPECK ASIAGHESE (UN DURELLO CECCHIN? MA ANCHE UN CABERNET 2008 CAVAZZA)
    A VOI IL RESTO. COME DIRE: PRELUDIO E PROPEDEUTICO A FUTURE DEGUSTAZIONI IN RISTORANTI CHE LANGUONO DELLA CLIENTELA GIOVANE..
    E SI POTREBBE CONTINUARE. SO CHE PUO’ SEMBRARE UNA TRUAIE’ MA QUESTO EPISODIO MI HA FATTO RIFLETTERE IN TERMINI DI RELATIVISMO GASTRONOMICO (COME IL MIO “BACCLA’ LEGGERO” PER I GIOVANI
    CIAO MARCO!!!!!

  2. In linea di massima sono d’accordo con te. La questione non è panino sì, panino no. La questione è il soggetto che lo propone.
    Non credo che McDonald sià il soggetto adatto a nobilitare un qualsivoglia progetto alimentare destinato ai giovani.
    Ci sono fior di osterie in Italia che fanno panini che valgono 100 volte di più di quelli proposti dalla multinazionale americana, sia in termini nutrizionali sia in termini di valore economico intrinseco.

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