Colfondo e l’etica nel piatto

di Marco De Tomasi

Chi mi conosce sa che non ho una grande simpatia per il Prosecco (tanto per usare un eufemismo).

Però l’occasione offerta da “Colfondo e l’etica nel piatto” in programma venerdì 8 giugno a Noventa di Piave mi ha stuzzicato a sufficienza per decidermi a dare una ulteriore prova d’appello ai Prosecchi “colfondisti” o se preferite “Sur Lie”.

Taglio corto: non ho cambiato idea, però qualche spunto interessante l’ho comunque trovato e poi va detto che la manifestazione, organizzata da Luca Ferraro di Bele Casel, aveva il nobile fine di raccogliere contributi per i terremotati dell’Emilia sia attraverso il ricavato degli ingressi e della vendita delle bottiglie, sia con una simpatica asta di magnum con etichetta appositamente disegnata per l’occasione.

Complemento di assoluto valore alla manifestazione è stata la proposta di 8 piatti “etici”da parte dei ristoratori del circondario, preparati con ingredienti “poveri” del territorio (di qui la definizione). Tutte ricette della tradizione rivisitate: menzione particolare agli Asparagi Rosè in Saore, alle Alici Marinate con i Fondi di Prosecco e al Bicolore di Polenta e Ragout di Seppie e Gamberi di Laguna.

Venendo alla proposta al calice, oltre ai Prosecchi Colfondo, erano presenti altri Sur Lie di diversa tipologia: la Garganega di Stefano Menti, la Fortana di Mirco Mariotti e il Raboso di Tessére.

Inutile vi dica che le mie preferenze sono andate proprio a questi ultimi tre, con il podio al Raboso Spumante Rosè Redentor di Emanuela Bincoletto dall’intrigante colore buccia di cipolla, dotato di notevole tensione guidata da una sferzante freschezza ed un notevole allungo che ne svela e delinea la complessità.

Sempre ad alti livelli la Garganega Sui Lieviti di Stefano Menti, come anche la Fortana Sur Lie di Mirco Mariotti.

Sul fronte dei Colfondo ho apprezzato particolarmente il Nicos di Nicos Brustolin (Corbeltaldo), dotato di una decisione espressiva che ad altri faceva difetto (tanto da poter ben figurare a fianco della Garganega di Menti) e il P.S.L. di Ida Agnoletti (Selva del Montello), delicato nell’incedere, ma con un ritmo proprio e ben riconoscibile grazie anche ad intriganti note di idrocarburi rilasciate sul finale, sia al naso che in bocca.

Un plauso infine a Luca Ferraro e all’ottima organizzazione dell’evento. Bella Villa Bortoluzzi, recentemente ristrutturata, ottima la proposta gastronomica e la musica.

Mi sono perso purtoppo il Wine&Food WebCamp: un’incontro nell’ambito della manifestazione dedicato al confronto tra comunicazione tradizionale e socialnetworking.

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