Vignaioli Contrà Soarda – Bassano del Grappa (VI)

di Marco De Tomasi

La famiglia Gottardi ha alle spalle oltre un secolo di tradizione nella ristorazione.

Attività iniziata come “frasca” (o “magazin”, come si dice dalle mie parti), ovvero come offerta di quanto prodotto direttamente dall’azienda agricola, si è evoluta fino agli anni ’90 in Pulierin, un luogo rinomato nel bassanese (e non solo) per la sua proposta enogastronomica.

Mirco Gottardi, studi da agronomo, decide all’apice del successo del locale, di cambiare radicalmente strada.

Sospende l’attività di Pulierin e avvia un ambizioso progetto di trasformazione dell’azienda agricola di proprietà, con l’obiettivo di portarla sullo stesso livello di prestigio.

Per 10 anni si dedica a questa sfida, risistemando il fondo (buona parte della superficie aziendale era occupata da rovi ed arbusti) e piantando viti dove prima crescevano ortaggi e frutta destinati al ristorante.

I primi anni sono dedicati allo sbancamento della collina, alle opere di drenaggio, all’impianto dei vigneti, alla costruzione di una moderna cantina interrata, dotata di una bella barricaia, di sicuro effetto sul visitatore, disegnata dall’ingegnere e architetto Henry Zilio, ispirata alle linee di Gaudì e segnalata dal Premio Dedalo-Minosse.

Viste interne della barricaia (dal blog “Architettura di Pietra”)

Oggi la produzione di Contrà Soarda è consolidata su un livello qualitativo e tecnico elevato, con una precisa attenzione all’espressione del territorio (siamo nella zona orientale della doc Breganze) ed in particolare alla valorizzazione dell’uva Vespaiola, autoctona del comprensorio breganzese.

In vigna gli interventi sono mirati al minimo impatto (tanto che Mirco sta meditando di passare alla conversione al regime biologico, di fatto già praticato ma non certificato) con basso utilizzo di tecnologia sulla materia prima in cantina con movimentazione della stessa per gravità, e utilizzo di lieviti “indigeni” (comunque da ceppo selezionato e “seminato” durante la costruzione della cantina per avere una elevata probabilità di avvio spontaneo di fermentazione con il ceppo desiderato).

Avviata la cantina, raggiunto il mercato internazionale (Contrà Soarda vende l’80% della produzione all’estero), raccolti successi di critica ai più alti livelli, Pulierin oggi ha riaperto: il ristorante non è più nella sede storica all’ingresso di Bassano, ma di fianco alla cantina ed integrato in essa.

Fin dalla produzione di base, i vini dimostrano un carattere netto, di  instransigente pulizia, dominato da una sapidità nervosa che rappresenta una costante su tutte le etichette e che deriva dalla ricca mineralità vulcanica dei terreni (il substrato in questa zona è basaltico). Il quadro caratteriale è impreziosito  dalla freschezza, dono principale delle condizioni climatiche della zona, caratterizzata da escursioni termiche moderatamente elevate.

Breganze Vespaiolo Soarda 2011: Vespaiola 100%. Apre al naso con nette note di ananas maturo, pompelmo rosa e altri agrumi. In secondo piano la nota di caramella d’orzo che sono solito riscontrare sul Vespaiolo. In bocca è fresco e sapido con un incedere pulito e ritorni di erbe aromatiche. Già dal vino base si percepisce una intransigenza stilistica orientata alla pulizia. Solo acciaio.

Breganze Vespaiolo Superiore Vignasilan 2009: Vespaiola 100%. In fase olfattiva è una macedonia di agrumi, arricchita da note di ananas, meno maturo nei sentori rispetto al fratello minore. In bocca è molto articolato: a note dolci percepite nell’immediato, fa seguito una netta sapidità che, superato il centro della lingua, lascia spazio ad una freschezza tipicamente varietale che ne allunga considerevolmente la piacevolezza di beva. Solo acciaio con affinamento in bottiglia di due anni. Senza ombra di dubbio un campione della tipologia.

Veneto Bianco Il Pendio 2008: Garganega 80%, Vespaiola 20%. Scopro ora che la Garganega nella parte orientale della doc Breganze rappresenta la varietà autoctona a bacca bianca con la più ampia estensione, dove pensavo fosse invece la Vespaiola, poco diffusa rispetto alla parte occidentale (beata ignoranza). Spezie dolci e frutta tropicale matura. Anche qui in bocca la mineralità spinge fin dalle prime fasi, con allungo fresco in progressione, con continui ritorni delle note speziate percepite al naso. Decisamente “francese” nello stile. Parte acciaio e parte legno per un anno.

Veneto Rosso Gaggion 2009: Marzemino Nero 100%. Il naso è dominato da spezie piccanti e note animali di cuoio, che preannunciano un frutto denso. Bocca con un principio dolce e ampio, che evolve subito su sensazioni verticali più dure, verdi. Finale amaricante spinto da una trama tannica leggera ma efficace. Un anno di legno con ulteriore affinamento di un anno in bottiglia. Mirco afferma questa essere l’espressione del Marzemino breganzese, meno sontuosa dei più noti Marzemino trentini.

Breganze Rosso Riserva Terre di Lava 2006: Merlot 100%. Naso fine di frutti rossi (marasche e mirtilli), con innesti di spezie senza accenno alcuno di note verdi. In bocca è complesso eppur sottile, senza inutile sfoggio di muscoli. Finale di bocca pulito a sfumare con tannini morbidi in equilibrio con la struttura del vino. Due anni di rovere (barrique e tonneaux di primo e secondo passaggio) più un ulteriore anno di affinamento in bottiglia.

Breganze Pinot Nero Vignacorejo 2007: Pinot Nero 100%. Piccoli frutti rossi (ribes), spezie, cuoio, legno di cedro, tutto senza sovrapposizioni. In bocca è vigoroso ed austero, ma senza spigolo alcuno. Finale ben ritmato grazie a tannini in equilibrio con l’ossatura del vino. Vinificazione in tini di rovere tronco-conici parzialmente aperti, poi affinamento per tre anni in tonnaux di rovere francese (primo e secondo passaggio) ed un anno in bottiglia. Una bella espressione di Pinot Nero, tra i più convincenti mi sia capitato di assaggiare recentemente (parlando di produzione nazionale, ovviamente).

Veneto Rosso Il Saggio 2006: Carmenére 100%. Naso con spezie in apertura, pepe, noce moscata, un’idea di cumino. Poi tanta frutta, prugne e ciliegie in testa. Una nota terrosa ne completa il quadro olfattivo. In bocca è pieno ma senza forzature, con fine trama tannica. La complessità varietale è ben rappresentata grazie ai precisi ritorni di spezie dolci, cacao e un’idea di grafite.  Stesso iter di vinificazione del Pinot Nero. Quattro anni di tonneaux di rovere francese di primo e secondo passaggio ed un anno in bottiglia

Breganze Torcolato Riserva Sarson 2007: Vespaiola 100%. Ananas sciroppato e altra frutta tropicale, albicocche, agrumi canditi e frutta secca. In bocca gode di buon equilibrio tra la componente dolce, discreta ma ben presente, controbilanciata dalla freschezza. Finale lievemente ammandorlato. 24 mesi in legno piccolo.

I prezzi in cantina per scelta sono gli stessi a cui trovate i vini sullo scaffale delle enoteche e sono mediamente più alti di quelli riscontrabili in zona. Le etichette di punta (Pinot Nero e Carmenére) hanno un prezzo decisamente elevato, giustificato oltre che dal livello qualitativo, anche dalla lunga permanenza in cantina prima della messa in commercio. A titolo di considerazione personale aggiungo che probabilmente a quel prezzo ci sono alternartive valide in Borgogna (per il Pinot Nero) e sui Colli Berici (per il Carmenére). Vaddassé che se Mirco riesce a vendere tutte le bottiglie, ha vinto lui e le mie considerazioni restano carta straccia !

Per quanto invece il prezzo del Vignasilan possa apparire più alto rispetto alle etichette di analoga denominazione, sul fronte Vespaiolo questo è un prodotto che alza nettamente l’asticella, rappresentando un nuovo standard emozionale che al momento e a mia conoscenza non trova alternative.

Rapporto qualità/prezzo assolutamente favorevole infine per il Breganze Rosso Riserva Terre di Lava.

  • Breganze Vespaiolo Soarda 2010: 8,50 Euro
  • Breganze Vespaiolo Superiore Vignasilan 2009: 14,50 Euro
  • Veneto Bianco Il Pendio 2008: 12,50 Euro
  • Veneto Rosso Gaggion 2009: 9,00 Euro
  • Breganze Rosso Riserva Terre di Lava 2008: 14,50 Euro
  • Breganze Pinot Nero Vignacorejo 2007: 40,00 Euro
  • Veneto Rosso Il Saggio 2006: 40,00 Euro
  • Breganze Torcolato Riserva Sarson: 20,00 Euro (bottiglia 0,500 l.)

Vignaioli Contrà Soarda
Strada Soarda, 26
36061 – San Michele di Bassano del Grappa (VI)
Tel. 0424 505562 / 566785
Fax 0424 505562
Email: info@contràsoarda.it
www.contrasoarda.it
Ettari vitati: 12
Bottiglie annue prodotte: 80.000

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *