Cirò Rosso Classico Superiore Riserva 2008 – ‘A Vita

di Marco De Tomasi

Nei racconti di vita di mio padre, quelli che ascolti ammirato da piccolo, la Calabria ha sempre avuto un ruolo primario.

Questo perché i miei genitori, tra gli anni ’50 e ’60, fecero gli “emigranti al contrario”, spostandosi per lavoro da Vicenza a Locri, dove mio padre aveva trovato posto come insegnante in un centro di formazione professionale.

Io sono nato dopo il rientro dei miei a Vicenza. Non ho mai conosciuto fisicamente la Calabria (cosa che prima o poi mi riprometto di fare).

Mi sono formato un mio immaginario, grazie ai ricordi di famiglia.

Ricordi che parlano di mare, dell’Aspromonte, di lupi e cinghiali, di battute di caccia sulle foci del Neto, delle fiumare, dei costumi dei paesi e dei prodotti tipici, non ultimi i vini.

Così fin da piccolo ho imparato a conoscere i nomi dei vini calabresi, pronunciati con aria sognante da mio padre.

I vini liquorosi della locride: il dolce Greco di Bianco, il prezioso Mantonico, lo sfuggente e semileggendario Greco di Gerace.

Il nome che ricorre con più frequenza è però quello di un vino non locrese: il Cirò.

DionysusLeggenda vuole che questo fosse il vino anticamente offerto in dono ai trionfatori delle gare olimpiche (la butto là: perché non ristabilire l’usanza ? Gli atleti si farebbero ambasciatori della Calabria e dell’Italia attraverso il Cirò ! … anche se a ben pensarci forse  gli alcolici non sono propriamente il dono più indicato per degli sportivi !).

Una volta cresciuto, da quando ho cominciato ad appassionarmi al vino, ho sempre avuto un occhio di riguardo per il vini calabresi, cercandoli ed assaggiandoli ogni volta se ne presentava l’occasione, anche se fino a buona parte degli anni ’90 quassù si trovava ben poco.

Cirò ne ho provati tanti: la maggior parte sono prodotti destinati alla grande distribuzione, spesso eccessivamente rustici, un po’ appesantiti, a volte invece diluiti, prevedibili.

Per un bel po’ i prodotti più interessanti reperibili da noi (fuori dalla GDO) e ai quali facevo affidamento sono stati quelli di Librandi e soprattutto il Ronco dei Quattro Venti di Fattoria San Francesco.

Vini molto buoni (e che mi sento di consigliare) anche se dal taglio un po’ modernista e per questo con una lieve perdita sul fronte dell’integrità territoriale.

Va però dato merito a queste due aziende, grazie proprio a questo stile non troppo intransigente, di avere “educato” il consumatore e aver contribuito ad estendere la platea di estimatori dei vini calabresi.

Oggi invece mi intrigano maggiormente i Cirò prodotti da Francesco Maria De Franco  nella sua azienda ‘A Vita.

Vini che riescono ad essere integri e fortemente identitari senza perdere nulla sul fronte dell’eleganza, della piacevolezza e della bevibilità.

Ho incontrato Francesco a Piacenza al Mercato Fivi, dove ho potuto riassaggiare le sue etichette di Cirò, tutte meritevoli di essere messe in cantina. Ho acquistato la sua riserva, che lascia decisamente il segno per profondità e complessità.

Cirò Rosso Classico Superiore Riserva 2008: uve Gaglioppo 100%. Chi mi segue sa che solitamente non mi soffermo mai sul colore, ma il Cirò necessita di qualche descrizione in più: è uno dei pochi vini, assieme a quelli derivati da uve Nebbiolo, che può virare al granato con riflessi aranciati senza per questo denunciare all’olfatto e al gusto segni di cedimento. Quindi nessun timore per questo vino che si presenta di un colore rosso rubino con evidenti riflessi granato. Naso intenso, ricco ed articolato, di frutta rossa, prugne e scorza d’arancia, su cui si innestano note balsamiche. Evolve poi su toni tostati di caffé e liquirizia, con un idea minerale di pietra focaia e grafite. Stessa intensità al gusto, con un sorso appagante, fruttato e teso, sospinto da una bella sensazione sapida. Nella progressione accarezza generoso il palato e chiude su tannini morbidi e ben calibrati, lasciando sul retronasale una nota di piccoli frutti sotto spirito. Difficile lasciare la bottiglia a metà.

AVitaRiserva

Non sono solito sbilanciarmi in giudizi da centesimi e stellette, ma devo proprio dire che questa riserva di Cirò mi piace particolarmente: è uno dei vini che più mi hanno impressionato tra gli assaggi recenti.

Acquistato dal produttore al mercato Fivi di Piacenza a 15 euro.

‘A Vita
S.S. 106 Km 279,8
88811 – Cirò Marina (KR)
Tel.: 329 07 32 473
E-mail: avita.info@gmail.com
www.avitavini.blogspot.com
Ettari vitati: 8
Bottiglie annue prodotte: 25.000

2 thoughts on “Cirò Rosso Classico Superiore Riserva 2008 – ‘A Vita

  1. il mio ricordo di Fornovo è di vini ancora giovani. quel giorno però ho preso 2 superiore ed un riserva perché ritengo saranno superbi tra qualche anno.

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