Le mele NON sono pere !

di Marco De Tomasi

Ci risiamo: come ogni anno, dopo l’inutile gara natalizia a chi preferisce il panettone al pandoro, per San Silvestro si sprecano i titoli per celebrare il sorpasso dello “spumante” sullo Champagne.

Il problema sta proprio nella parola “spumante”, che vuol dire tutto e niente, messa in relazione alla parola “Champagne” che invece è ben circoscritta ad un territorio e a un metodo.

Bolle

Perchè dentro lo “spumante” c’è tutto: Martinotti e Metodo Classico – Prosecco, Asti, Franciacorta, Trento, Alta Langa, Oltrepò Pavese, ecc. ecc.

Champagne invece è solo metodo Classico (o Champenoise, appunto) che proviene da una ben determinata regione, 70 km a est de l’Ile de France, delimitata a nord dalla Vesle e a sud dal corso superiore della Senna e percorsa nel mezzo dalla Marna.

Allora il confronto andrebbe fatto per lo meno su vini che condividono lo stesso metodo produttivo, se non le stesse tipologie di uve.

Il che taglierebbe fuori dal gioco la quasi totalità del Prosecco e dell’Asti, prodotti con il metodo Martinotti (o Charmat, per i francofoni).

E scopriremmo che Oltralpe si producono più di 300 milioni di bottiglie di Champagne (senza contare gli altri metodo classico, provenienti da altre regioni e etichettati come Crémant), mentre in Italia, se si mettono insieme tutti i metodo classico non si arriva che a un decimo di quella cifra !

Con valori in gioco ben diversi, in termini economici.

Sarebbe ora di mettere da parte il provincialismo che ci porta ad impostare la glorificazione del vino italico sulla quantità, per concentrarci una buona volta sulla valorizzazione delle specificità e dei territori che possono far grandi le nostre etichette.

Finalmente non avremmo più bisogno di stare a guardare cosa fanno i cugini …

8 thoughts on “Le mele NON sono pere !

  1. Sarà perché non sono tanto ricco da potermi permettere grandi Champagne ma tutti quelli che ho assaggiato non erano meritevoli della cifra pagata per acquistarli. Senz’altro sono sovrastimati ma hanno ragione loro visto che ne vendono in quantità.

    • Si possono bere ottimi Champagne a cifre ragionevoli, pari ai nostri metodo classico di buon livello. Mai fare l’errore di metterli a confronto. L’unica cosa che hanno in comune è il metodo di vinificazione. E a volte neppure quello.

        • Buon anno anche a te !
          Vista la tua localizzazione geografica di consiglio vivamente di visitare il nuovo locale di “Titta” Battistin a Trissino (il locale si chiama Venti10). Ha una selezione estesa di Champagne di piccoli produttori, alcuni dei quali li importa direttamente. Li trovi anche a calice, così ti fai un’idea e decidi se continuare ad esplorare la tipologia oppure se lo Champagne non fa per te. Se trovi lui fatti guidare dal suo entusiasmo!
          Se passi per Padova ti consiglio il Brut Selection di Marc Hebrart. Lo trovi all’enoteca “La Mia Cantina” a (mi pare) 29 euro.

  2. Non so perchè ma riesco sempre a condividere i post che leggo i questo blog. Rispetto tutti i pensieri di tutte le persone, ma voglio sottolineare il commento di questo intervento riguardo la propaganda pro prosecco e spumanti italiani che si sta spendendo da qualche anno a questa parte. Mi sembra che nella Valdobbiadene, da quando si sono presi la docg, reganldo la doc a cani e porci, pensino di essere gli inventori dell’acqua calda con le bollicine e invece di difendere quella denominazione che tanto hanno voluto si fanno accorpare appunto a quella categoria generica che in italia si chiama spumante per poter tener testa alla quella piccola regione che dal 1729 produce il vino con le bollicine più antico che si conosca. Non siamo tutti uguali e non possono piacere a tutti le stesse cose ma se ogni tanto, oltre a vivere di invidie, avessimo la capacità di dare uno sguardo a come gli altri valorizzano i propri prodotti forse faremo qualche passo avanti . A me sembra la storia della Volpe e l’uva quando non si arriva a prenderla…… ! Buon anno a tutti e sopratutto bevete quello che vi piace.

    • Condivido a pieno la tua ultima frase ma ho assistito all’involuzione del prodotto Prosecco, sempre più standardizzato, sempre più uguale tra un produttore ed un altro, bio o non bio, millesimato o meno. L’unica buona esperienza che ho fatto è stata presso aziende che si ostinano con successo a produrre prosecco e verdiso con metodo sur-lie. La mia opinione su chi mi dice: “Sì, buono anche questo ma io preferisco il prosecco” è che i suoi gusti e le sue esperienze siano limitate e si accontenti di una bibita facile. Ma è giusto che ognuno beva quello che più gli piace.

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