Marco Buvoli – L’Opificio del Pinot Nero – Gambugliano (VI)

di Marco De Tomasi

Che ci fa un portone in mezzo al bosco ?

Si ha appena il tempo di fare questa riflessione che il portone si schiude lentamente ronzando al comando elettrico.

A dire il vero i ronzio non si sente molto. Come se il comando fosse consapevole che anche un suono così lieve corrompa l’armonia che aleggia da queste parti.

Ci viene incontro il padrone di casa, Marco Buvoli. Presentazioni.

Percorriamo un breve tratto, a destra la casa colonica, a sinistra la piccola cantina da cui si accede attraverso la barchessa.

Di fronte un panorama che allieta il cuore, prati e boschi che scendono fino alla stretta valle. Sul fondo uno stretto nastro d’asfalto, deserto. Si scorgono fra i poggi vigneti sparsi. Uno è attiguo alla barchessa. E’ dove Marco coltiva il Syrah.

Entriamo in cantina lievemente storditi dal contesto, ché la dimensione è quasi onirica.

Ci risveglia Marco, scusandosi per alcuni oggetti (pochi) fuori posto.

La cantina è piccola ma molto bene organizzata: tutto è predisposto per lavorare le uve per caduta.

Essenzialità (Marco ripete come un mantra che il pinot nero si fa in vigna) e attenzione ai particolari. Il giro è breve: le bottiglie che escono da qui sono veramente poche.

Ci sediamo attorno ad un vecchio tavolo da falegname per approfondire la conoscenza di Marco e dei suoi prodotti.

Marco produce per passione, per vivere fa altro. Si trova nella felice condizione di poter inseguire un sogno in piena libertà.

Questo è un territorio vergine, sebbene siamo all’interno della doc Lessini Durello, ma le uve bianche non trovano spazio nei progetti di Marco.

Perché al centro dei suoi pensieri c’è il Pinot Nero. Con cui produrre Metodo Classico.

Che Marco non sia incline ai compromessi lo si capisce fin dalle prime battute: riferimenti come Selosse, solo cloni francesi, conduzione biodinamica “ragionata” (quindi scevra di taluni esoterismi stregoneschi), massimo rispetto per la materia prima, fermentazioni spontanee, lunghissime soste sui lieviti sono ingredienti che fanno capire che abbiamo di fronte uno che sa dove vuole arrivare.

Scoprire uno dopo l’altro i suoi vini è un viaggio pionieristico (perché Marco è tale) carico di piacevoli suggestioni, per il loro carattere e la loro forza espressiva. In un territorio (che è anche il nostro, visto che Marco opera dietro l’angolo di casa) che mai ti aspetteresti possa dare prodotti di tale profondità.

Quattro: Pinot Nero 100%. Metodo Classico. Quattro anni sui lieviti. Il vino d’ingresso che ci presenta Marco dichiara già il rifiuto di ogni compromesso, nella ricerca di un difficile equilibrio che solo il tempo può svelare. Naso evoluto. Frutta su cui si sovrappongono note di lieviti e tostatura che trasfigurano in pietra focaia. Non mancano poi sensazioni dolci in infusione. Bollicine fine e persistenti. Al sorso forse inciampa un po’ in fase centrale, ma è un momento: si riprende distendendosi sul finale per congedarsi con grazia.

MCBuvoli

Pinot Nero 2008: un Pinot Nero decisamente fuori degli schemi (almeno se confrontato con altre etichette prodotte in provincia). Il naso presagisce una densità inusuale per la tipologia, spingendosi in profondità su tutto lo spettro possibile dei frutti rossi. E va oltre, con spezie dolci e ancora, cuoio e tabacco. In bocca non tradisce l’aspettativa: ha polpa e struttura. Però è ancora un giovanotto scarmigliato che deve trovare equilibrio per poter esprimere al meglio tutto il suo potenziale. Pazienza. Aspetteremo.

Pinot Nero 2010: in un annata difficile il Pinot Nero di Marco sembra aver accantonato un po’ di spavalderia per esprimersi su toni più docili. Molto più Pinot Nero del fratello maggiore. Qui è un perdersi del naso alla ricerca dei riconoscimenti, che sono tanti e vari, anche se sottili, di grande finezza. In bocca non gli fa difetto la forza, sebbene dissimulata in un guanto di velluto. Fresco, equilibrato, pronto da ora a … chi lo sà ?

PinotNeroBuvoli

TPS (Temporaneo Piacere dello Spirito) 2008: Syrah, completato da una piccola percentuale di Merlot. Naso da knock-out sensoriale: frutto denso, ricco, note di catrame, sottobosco, terra e bacche nere. In tutto questo non ha però la selvaticità che si trova in tanti, troppi Syrah. Ed in bocca ha corpo, struttura e morbidezza. Accoppiate a tensione dei tannini e verticalità. A Marco piace fare i botti anche quando non ferma i tappi con le gabbiette.

TPSBuvoli

TPS Vendemmia Tardiva 2011: Stesso uvaggio del TPS. Un esperimento ragionato. Prima volta con fermentazione spontanea. E qui esce l’animalità del Syrah, con profumi carnosi e iodati, lievi note foxy su innesti floreali. Ingresso al sorso morbido ed ampio, si distende bene avvolgendo la bocca con calore, per poi dare una frustata in verticale su note sapide e fresche. Rimane tuttavia scomposto ed irrisolto. Tutto da leggere in prospettiva.

Le 505 Rosé: metodo classico, quasi 8 anni di permanenza sui lieviti. Al naso è sottile e complesso,  si indugia volentieri su note di piccoli frutti rossi, fiori e lieviti ben intrecciati nella trama olfattiva. Entra in bocca con una finissima cremosità, che accompagna a lungo il sorso, fresco e sapido, dritto e incalzante nel ritmo. La beva si fa compulsiva e non vorresti finisse mai !

Super Otto Extra Brut: super otto significa più di otto anni di permanenza sui lieviti (Marco produce anche Cinque, Sei, Sette e Otto). Evoluto nel colore, al naso si fa miele. Poi si apre, con note di camomilla e altri fiori, prugne mature e lieviti evoluti che si trasformano via via in un idea di torba e distillato. In bocca è potente, dalla cremosità quasi solida. Ritornano le note evolute percepite al naso con rimandi di note fragranti di lievito. Chiusura lunga che lascia un ricordo di miele e frutta. Non per tutti.

I risultati raggiunti da Marco sono ragguardevoli quanto inaspettati. Per un territorio che fino a ieri non sembrava capace di riservare sorprese. L’unico rammarico sta nel fatto che non ci sono nello stesso territorio termini di confronto.

Ci sarebbe bisogno di altri Marco Buvoli.

Prezzi al pubblico, franco cantina:

  • Quattro: 22,50 Euro
  • Pinot Nero 2008/2010: 25 Euro
  • TPS 2008: 20 Euro
  • Le 505 Rosé: 28 Euro
  • Super Otto: 37 Euro
L’Opificio del Pinot Nero
Via Mondeo, 1
36050 – Gambugliano (VI)
Tel.: 348 4102919
Email: info@opificiopinotnero.it
www.opificiopinotnero.it
Ettari vitati: 3
Bottiglie annue prodotte: 8.000

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