V**O – Gli Estremi del Vino 2013 – Il report da Pisogne

di Marco De Tomasi

Il calendario delle manifestazioni tra maggio e giugno comincia a essere strettino: ci vorrebbero almeno tre o quattro domeniche in più per non pestarsi i piedi.

Ultima nata: V**O – Gli Estremi del Vino, manifestazione dedicata alle produzioni vinicole estreme, per territorio o per scelte produttive, in scena a Pisogne, sul lago di Iseo il 15 e 16 giugno scorsi.

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Siamo all’imbocco della Valle Camonica, sulla riva nordorientale del lago. Presenti praticamente tutti i produttori della valle.

Che oggi non vi racconterò. Perché l’ho già fatto qui non molto tempo fa, e il quadro generale non ha avuto variazioni importanti, rispetto ad allora.

Oltre ai produttori camuni (che sottolineo vale la pena conoscere, giusto per rendersi conto delle potenzialità ampiamente inespresse di questo magnifico territorio), gli organizzatori hanno selezionato un bel gruppo di vignaioli da proporre al pubblico.

Artefici di questo evento sono l’Associazione Culturale KAG!, Il Piccolo Lord di Piamborno e altri soggetti che non sono riuscito meglio ad identificare (ragazzi: il web serve a farsi conoscere, specie se iniziate a organizzare eventi. Usatelo) affiancati dall’icona enoica camuna Enrico Togni.

Evento con approccio molto easy ma con tutte le cose al posto giusto, come piace a noi.

Tensostruttura all’interno del parco comunale di Villa Damioli, produttori un po’ stipati ma atmosfera rilassata, nonostante il caldo (mitigato solo in parte nel pomeriggio dall’aria fresca proveniente dal lago).

EstremiVino

Io e Pietro attacchiamo come al solito i metodo classico. Ovviamente qui siamo a Brescia e non si può fare a meno di considerare la Franciacorta. Salutiamo subito Aurelio del Bono (Casa Caterina) che nominalmente non è Franciacorta, ma ci sta dentro, territorialmente parlando. Convincenti sugli altri il Cremànt Blanc de Blancs (Chardonnay e Pinot Bianco) e l’Estro 2011 (niente bolla: si tratta di un blend di Marsanne, Sauvignon e Viognier). I prodotti di Aurelio sono sempre estremi. Sotto la copertura lui ci sta a pennello.

A fianco troviamo Flavio Faliva di Cà del Vént. Altro registro, altre alchimie dell’estremo. Affinamento delle basi in legno, nessun dosaggio dopo la sboccatura (solo rabbocco con lo stesso vino). Assaggiamo con soddisfazione il Franciacorta Brut Pas Operé (Chardonnay e Pinot Nero) e il Franciacorta Brut Blanc de Blancs Pas Operé (Chardonnay 100%) che rispetto alle annate precedenti dimostrano di aver meglio assorbito l’apporto del legno.

Corte Fusia. Parliamo con Daniele Gentile, uno dei fondatori di questa realtà Franciacortina agli esordi. Siamo a Coccaglio, vigneti sul Monte Orfano, parte meridionale della denominazione. Approccio naturale, un solo vino finora prodotto (altri in affinamento). Un Franciacorta Brut (ma è quasi un extra-brut) dritto e snello. Che lascia un bel bicchiere profumato. C’è sostanza dietro questa agile bolla !

Altro bel riferimento franciacortino è quello di Michele Loda (Il Pendio), Monticelli Brusati (come Casa Caterina). Ammettiamo che finora non eravamo mai entrati molto in sintonia con questa cantina, ma qualcosa è evidentemente cambiato, perché il Franciacorta Extra Brut Brusato che abbiamo assaggiato è decisamente il più riuscito della batteria di Pisogne in termini di equilibrio e complessità. Davvero interessante anche La Beccaccia: Cabernet Franc in purezza, che dimostra ancora (se ce ne fosse bisogno) che l’angolo nordorientale della Franciacorta ha una splendida vocazione per i rossi.

Migriamo a sud: ci sono diverse aziende interessanti.

Sicilia: soprendente il Vignamare 2012, da uve Grillo. Nino Barraco è riuscito a portare il mare in bottiglia. Ci si mette il naso e sembra di respirare la brezza salmastra. Ed in bocca è altrettanto evocativo, con sensazioni sapide e ritorni mediterranei. Non da meno il resto della serie: Grillo, Catarratto e Zibibbo.

Altra scoperta: Calogero Gueli di Grotte (AG). Avevamo accantonato il Nero d’Avola da un po’. Ma qui è restituito ad un’altra dimensione che rimette in discussione tutto. Equilibrio. Freschezza. Eleganza. Due le versioni prodotte: Erbatino e Calcareus. Dire quale dei due sia il più buono è difficile. Spunta alla fine il Calcareus solo perché più pronto. Ma scommetterei sull’Erbatino sulla distanza.

Gueli

Dalla Calabria L’Acino ci colpisce con la succosità del suo Toccomagliocco, Magliocco 100%, ma il Mantonicoz (Mantonico Pinto 100%) anche se leggermente più rustico, non è da meno.

Si torna al Nord, Valle d’Aosta. Rincontriamo volentieri Didier Gerbelle, con una batteria di vini esaltanti, dove spiccano il Pinot Gris 2012, che se non ha la forza del 2010, ne mantiene l’impronta territoriale, ma soprattutto un Torrette Supérieur da vecchie vigne (mannaggia, non mi sono segnato l’etichetta, ma è quello nella borgognotta, per chi c’era) che è il miglior rosso –senza se e senza ma- presente sotto il tendone di V**O !

Altra scoperta è Patrick Uccelli, Ansitz Dornach, Salorno (BZ). Il suo XY Pinot Bianco è il primo Pinot Bianco in assoluto con il quale riusciamo ad entrare in sintonia, davvero buono. E ha delle belle carte da giocare anche l’ XX Pinot Nero, varietale e territoriale. Produzione davvero confidenziale, in termini numerici.

Dornach

Nutrita compagine valtellinese: tra i nebbioli presenti difficile fare una classifica. Tutti di alto livello. Forse lascia un segno in più il Sassella di Terrazzi Alti.

Presenti anche i vini di Paride Iaretti (non lui), il Nebbiolo Velut Luna 2010 e il Gattinara Riserva 2005. Sempre una garanzia. Spero prima o poi di riuscire a farvi conoscere di persona questo vignaiolo e i suoi vini: ne vale la pena !

Iaretti

Davvero interessanti infine i Dolcetto d’Alba dei Fratelli Mossio: Piano delli Perdoni 2011 e Bricco Caramelli 2010.

Sono andato a getto (non ho preso appunti) per cui mi sono sicuramente dimenticato qualcuno o qualcosa, cito Stefano Menti (che ci ha rinfrescato con il suo Roncaie – Garganega sui lieviti – ormai un must dell’estate), Manuel Fabris all’esordio con Il Ghellino (Prosecco sui lieviti sul quale ho una porzione di zampino anch’io –ma è una storia che lascio raccontare ad altri-), Andrea Pendin (Tenuta l’Armonia), Francesco Maule (con la sua Arké presentava i vini di un bel gruppo di produttori iscritti a VinNatur) e, naturalmente, Enrico Togni.

A V**O abbiamo avuto ottime conferme e conosciuto alcuni produttori mai frequentati prima e che hanno lasciato decisamente il segno.

Penso mi rivedrete all’edizione 2014 …

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