VinNatur 2014 – Il report da Villa Favorita

di Marco De Tomasi

VinNatur resta la più divertente di tutte le fiere collaterali al Vinitaly.

Per l’ambientazione, per l’organizzazione impeccabile, per i vignaioli, per il pubblico.

VinNatur2014

Se però ci limitiamo all’aspetto fondamentale, vale a dire il vino, quest’anno l’ho trovata meno stimolante del solito.

Sarà che soffro un po’ di assuefazione, sarà che le nuove referenze veramente valide sono poche, sarà che alla fine nei miei schemi mentali mi portano a non soffermarmi su prodotti e persone che invece meriterebbero un maggiore approfondimento.

Saranno forse i vini che ho assaggiato e che non mi hanno esaltato.

Sarò io che forse non ero in giornata.

Non so dare un risposta precisa.

Fatto sta che non sono riuscito a sintonizzarmi perfettamente con questa edizione 2014.

A conti fatti di cose buone ne ho trovate più qui che non a Cerea.

Però anche qui ho trovato vini dal profilo organolettico impreciso, non pronti (ma questo vale per qualsiasi fiera: presentare i vini della vendemmia 2013 ad aprile è generalmente un azzardo).

Molti i vini a mio avviso irrisolti: grandiose sinopie di affreschi che mai saranno portati a termine. Si intravede tutto il potenziale, che rimane purtroppo materia grezza, ricchissima ma scarsamente definita. Dei vini “michelangioleschi”, che riescono a dare un’idea ma non veicolare una espressione nitida del territorio di provenienza.

Mettiamo da parte il mio psicodramma, e veniamo ora alle tante eccezioni presenti a Villa Favorita:

Partiamo da Ca’ de Noci, che vince su tutta la linea: dal Metodo Classico al … nocino. Sicuramente l’azienda che per precisione e coerenza stilistica di tutte le etichette presentante è risultata la migliore, non solo di VinNatur, ma di tutta la tornata delle fiere veronesi 2014.

CaDeNoci

Lo Champagne Extra-brut Les 7 di Laherte Frères ha complessità e profondità fuori del comune: sette varietà (oltre ai classici chardonnay, pinot noir e pinot meunier troviamo fromenteau, arbanne, pinot blanc e petit meslier: varietà minori autorizzate per la produzione di Champagne) per sette annate diverse, con assemblaggio simile al metodo Solera. Uno Champagne capace di adombrare i già eccellenti Brut Nature Blanc de Blancs e Extra Brut Les Empreintes della stessa Maison e soprattutto il Brut Nature Zero di Tarlant.

Di Daniele Coutandin vi avevo già parlato in occasione del report da Gusto in Scena a Venezia. Quest’anno era all’esordio a VinNatur e non ha mancato di attirare l’attenzione.

Bella prova corale anche dai vignaioli euganei del Gru.V.E.: in particolar modo i bianchi spiccavano sul resto della proposta presente all’evento. Tra i rossi (sempre superlativi il Marcus di Sambin e il Passacaglia de Il Vignale di Cecilia, per non parlare dei rossi di Monteforche) quest’anno registro anche un netto avanzamento del Vo’Vecchio di Filippo Gamba (Alla Costiera), da questa edizione ottenuto da uve merlot in purezza.

Lungo e personale il Soave Vigne della Brà di Filippi, da vigne vecchie a Castelcerino.

Bene a fuoco anche la gamma di Vercesi del Castellazzo con il Pinot Nero Luogo dei Monti in bella evidenza.

Sempre dall’Oltrepo Pavese i due rossi di Podere il Santo: Rairon e Novecento, due espressioni di uva rara, notevoli, estremi nella loro sostanza e densità, se non ricordo male annate 2003 e 2006.

Altro rosso che mi ha colpito per espressività e precisione è il Cesanese del Piglio Civitella di Mario Macciocca.

Dalla Toscana Le Cinciole, si parte dall’omonimo Chianti Classico fino alla selezione di sangiovese Camalaione in un crescendo di piacevolezza, incentrato sulla pulizia.

Finisco citando Ferdinando Principiano, che ha centrato una annata del Barolo Serralunga, la 2010, che resterà negli annali per la prontezza di beva coniugata ad una tipica espressività (mi sbilancio dicendo che è un best buy nell’area). Barolo Ravera e Boscareto più austeri (ma per loro è questione di tempo). Sempre enorme infine la Barbera d’Alba La Romualda. Un riferimento per la denominazione.

VillaFavorita2014

0 thoughts on “VinNatur 2014 – Il report da Villa Favorita

  1. Condivido tutto ciò che hai scritto e pongo ulteriormente l’accento sui prodotti di Coutandin e di Filippi, grandi espressioni di due opposti viticoli, uve rarissime quasi scomparse da una parte e uva onnipresente nel territorio di origine, molto sottavalutata. Chapeau.

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