Sistematica semiseria dell’enostrippato

di Marco De Tomasi

Recentemente e in diverse occasioni, mi sono scontrato con la dura realtà.

Ingenuamente pensavo che la grande famiglia degli enoappasionati fosse un coacervo armonico e gioioso.

Invece ho dovuto mio malgrado constatare che esistono brulicanti famiglie che hanno visioni diametralmente opposte dell’enomondo.

Fazioni l’”una contro l’altra armate” che non risparmiano di rinfacciarsi la reciproca supposta pochezza.

Non sto parlando di neofiti o semplici curiosi che acquistano vino occasionalmente e quasi sempre al supermercato: si tratta di persone che conoscono a menadito denominazioni, vitigni e cru di mezzo pianeta.

Analizziamo le tre principali Classi sistematiche in cui si suddividono gli enostrippati:

CRUSTACEA

Crostaceo

Rigidi nella loro corazza, conoscono per nome ogni vigna dei premier gran cru di Bordeaux, le cuvée prestige delle grandi maison champenoise per loro non hanno segreti, citano a memoria le vigne della Côte-d’Or, snocciolano come un rosario la complicata classificazione dei vini tedeschi e danno del tu a marchesi, conti e principi. Per loro le etichette italiane si possono prendere in considerazione solo se hanno un “aia” scritto da qualche parte (non importa se il nome del vino o del produttore). Una bottiglia non è degna di attenzione se non è perlomeno citata su qualche guida, altrimenti è “un prodotto inutile al mercato” (sic).

Se hanno fatto il corso per sommelier  hanno ricevuto in testa una mazzata così forte che le scarpe han fumato per tre mesi. Tutto deve essere preordinato e schematizzato: sequenze,  temperature di servizio e abbinamenti , pena la fucilazione dell’incauta servitù di fronte ad un plotone di esecuzione armato di Cristal in formato Salmanazar.

Il vino lo bevono solo se servito in calici soffiati a mano delle dimensioni di un capitello corinzio.

Sono fortemente allergici a: lambrusco e rifermentati ancestrali in genere,  merlot in purezza, orange wine, non filtrati e senza solforosa aggiunta.

Li si può riconoscere da una certa ostentazione del lusso, che può andare dall’orologio di prestigio alla berlina tedesca di cilindrata superiore. Se maschi tendono anche a corredarsi di accessorio vulvare di notevole presenza, che beve esclusivamente bollicine. Se femmine possono avere al seguito un toy-boy, palestrato ma geneticamente incapace di distinguere il prosecco dal gin-tonic. Alcuni si mimetizzano da working-class ma si tratta generalmente di individui ibridi destinati con una certa possibilità di successo al recupero (sia spontaneo che assistito).

Di fronte a rappresentanti delle altre classi, chiudono gli opercoli e mostrano le chele.

Il vino lo comprano esclusivamente in enoteca: troppo plebeo andare alla fonte.

Orientamento politico: monarchico (pre Statuto Albertino)

Guida di riferimento: ovviamente quella che li ritrae in copertina, non fosse altro per un certo narcisismo congenito !

Stato di conservazione: fortunatamente critico. Non essendo più in grado di accoppiarsi con esemplari di altre classi, tendono alla consanguineità. Altro fattore che ne sta favorendo l’estinzione è la tendenza a sciabolare le bottiglie di Champagne senza prima saperne padroneggiare la tecnica.

GASTROPODA

chiocciola

Più che molli, decisamente rilassati. Le cose le sanno, al pari dei crostacei, ma non amano ostentarne la conoscenza. Se si trovano di fronte a qualcosa di nuovo ed inusuale, ammettono la loro ignoranza e archiviano la nuova informazione. Bevendoci sopra.

Assaggiano curiosamente tutto ciò che gli capita a tiro, senza ritualità o sequenze precise. A volte prendono delle cantonate proprio a causa di questa impostazione disordinata, ma la maggior parte delle volte hanno la capacità di ammetterlo e fare ammenda. Bevendoci sopra.

Molti hanno frequentato con successo i corsi per sommelier, ma progressivamente hanno abiurato. Bevendoci sopra.

Degli abbinamenti frega poco. Basta che ci siano. Bevendoci sopra.

Non hanno particolari preclusioni rispetto agli orientamenti produttivi o alle dimensioni dell’azienda, anche se prediligono decisamente l’artigianalità all’industria. Sono attenti all’etica e alla sostenibilità del prodotto, ma senza partire per le crociate. Favoriscono il rapporto qualità-prezzo ma di fronte ad una bottiglia prestigiosa non si irrigidiscono nella lotta di classe. Bevendoci sopra.

A loro agio con qualsiasi abbigliamento. A patto di avere il calice in mano.

Sono leggermente intolleranti ai crostacei. Niente che non possa essere superato bevendoci sopra.

Hanno un atteggiamento paziente nei confronti delle altre classi, ma nell’intimo li mandano a quel paese. Bevendoci sopra.

Il vino lo comprano di preferenza dal produttore, ma non disdegnano l’enoteca (specie se fa mescita).

Orientamento politico: fottesega. Bevendoci sopra

Guida di riferimento: occorre che ve lo dico ?

Stato di conservazione:  non minacciato ma con popolazione stazionaria. All’occorrenza possono accoppiarsi con gli Acarina, anche a rischio di metamorfizzare verso quella classe. Poco male. Basta berci sopra …

ACARINA

Phytoseiulus

Zampettano allegramente a piedi nudi tra sovescio e compost biodinamico. Al pari degli altri conoscono approfonditamente geografia e classificazione delle vigne del globo, ma non reputano tali conoscenze utili ad alcunché: l’importante è che tutto sia ben inerbito e biodiversamente abile. Per questo sono convinti che il pinot nero possa essere coltivato con successo in Tunisia come nelle rare oasi del Kalahari e che il nero d’Avola possa avere delle chance in Tibet.

Fortemente e religiosamente dogmatici, considerano la filtrazione bestemmia e il controllo della temperatura durante la vinificazione empietà. L’uso di lieviti selezionati è un aberrante atto contro natura. Prendere in considerazione un qualsiasi vino prodotto anche solo con il minimo utilizzo di chimica e tecnologia enologica è peccato da fustigazione, che va eseguita con tralci recisi da vigne georgiane a piede franco di rkatsiteli. Recentemente il sinedrio turbonaturista ha ammesso l’uso di anidride solforosa in imbottigliamento, ma solo se in concentrazioni omeopatiche.

Praticano l’abbinamento cibo-vino, ma se potessero ne farebbero volentieri a meno: il nettare di Bacco è sacro solo se puro nella sua totale integrità.

Scanzonati nell’abbigliamento, non è raro incontrarli in tenute cyber-hippy. Hanno comunque la capacità di adattarsi per breve tempo anche ad ambienti formali.

Tendono all’autosegregazione, ma se si ha rispetto e attenzione del loro credo religioso risultano stimolanti e decisamente simpatici. Per questo possono sviluppare empatia con i Gasteropodi (tanto quelli ci bevono sopra, che gli frega ?).

Gravemente allergici ai crostacei: anche il contatto visivo può causare seri problemi oftalmici, tali da ricorrere al ricovero ospedaliero.

Il vino lo comprano quasi esclusivamente direttamente in cantina: rarissime sono le enoteche in grado di soddisfarli e mal sopportano la vista delle bottiglie dei loro beniamini mischiate ad etichette che hanno un “aia” scritto da qualche parte (non importa se il nome del vino o del produttore).

Orientamento politico: turboprogressista, con casi estremi di tendenze ARACNO-insurrezionaliste.

Guida di riferimento: eh ? guida di che ?

Stato di conservazione: non minacciato con tendenza all’aumento della popolazione per forte predisposizione all’amore libero.

3 thoughts on “Sistematica semiseria dell’enostrippato

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