Vigne e motori: non proprio un abbinamento felice …

di Marco De Tomasi

Oidio ? Peronospora ? Botrite ?

Per i viticoltori di alcune aree d’Europa (Mosella in particolare) si è manifestata negli ultimi tempi una nuova peste, in grado di devastare in pochi attimi interi appezzamenti, cancellando all’istante anni di investimenti, lavoro e cure.

I rally automobilistici.

E a poco servono scuse e risarcimenti: nulla può ripagare la perdita di filari posti a dimora in una delle aree vitivinicole più prestigiose del mondo (e che per noi appassionati rappresenta un autentico santuario !) e gli anni di cura necessari a produrre questi vini di elevatissimo rango.

Chi difende l’evento sportivo afferma che esso rappresenta una occasione di visibilità per la viticoltura locale. Mi chiedo: con la fama che hanno questi vini, si sente davvero il bisogno di una promozione attraverso questo mezzo ?

Nel 2012 era toccato all’Alsazia, dove il pilota norvegese Petter Solberg infilò un vigneto terminando la sua corsa contro un palo elettrico, abbattendolo.

In Mosella, la stagione 2014 è stata funestata, alla vigilia della vendemmia, da due incidenti (senza conseguenze per gli equipaggi) , il primo occorso al pilota francese Thierry Neville durante una sessione di prove (recidivo, perché aveva già fatto danni nel 2013) e il secondo in gara, quando il pilota finlandese Jari-Matta Latvala è uscito di strada devastando i filari di un vigneto in tutta la loro profondità (le pendenze in Mosella sono ragguardevoli), con ulteriori danni provocati dai soccorsi e dai curiosi.

Non solo: la presenza protratta per giorni degli equipaggi impegnati in prove e gara, impedisce la circolazione dei viticoltori sulle strade di accesso ai vigneti. Con la difficile stagione 2014 erano necessari dei trattamenti che non si sono potuti in questo modo effettuare.

Ancora: numerosi sono i danni provocati dagli spettatori che stazionano a margine dei vigneti per giorni. Non vengono risparmiati tralci e grappoli e peggio ancora i pali di testa vengono utilizzati come appoggio, venendo divelti. In alcuni casi, senza permesso dei proprietari, alcuni vigneti sono stati indicati dall’organizzazione del rally come punti di osservazione. Altri vigneti sono stati utilizzati come autentiche latrine.

Latvala

Succede che molti vignaioli in Mosella si siano rotti e abbiano vibratamente richiesto ad ADAC Motorsport, organizzatrice dell’evento, di andare a correre da un’altra parte.

Non so voi, ma a me scoprire che esiste un “Rally delle Langhe e del Roero” fa venire i brividi !!!

One thought on “Vigne e motori: non proprio un abbinamento felice …

  1. Bel post Marco, non sapevo di questo scempio. Non oso immaginare la rabbia dei viticoltori. Pensare che magari gli hanno falciato qualche centinaio di piante vecchie mi fa sbiancare.
    Se fossi in loro mi piazzerei coi trattori sulla strada per impedire lo svolgimento delle gare. Che vadano a correre altrove, quello non sono mica prati.
    Altrimenti gli conviene erigere qualche muro di cemento armato a protezione dei vigneti cosi, se qualcuno sbanda, almeno si stampa sul muro 🙂
    Ciao.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *