Niente Amarone nel 2014 … ma il Ripasso ?

di Marco De Tomasi

Pare che io mi sia fatto in rete una reputazione di “precisino” o “maestrino dalla penna rossa e blu”, ma tant’è: non riesco a farne a meno.

Si moltiplicano in questi giorni i comunicati stampa di aziende della Valpolicella che annunciano la mancata produzione dell’Amarone 2014, visto l’andamento stagionale sfavorevole.

Tutti grandi nomi, blasoni importanti e aziende che, per dimensioni e posizione di mercato , hanno le spalle abbastanza robuste per superare la perdita di una annata.

Amarone-Grapes

Nessuno pare però premurarsi di dire qualcosa su Recioto e Ripasso.

Per il Recioto, che ormai non si fila più nessuno (i vini dolci sono in crisi da qualche anno, si sa), possiamo capire una svista o una dimenticanza.

Ma il fatto che nessuno parli del Ripasso, mi ha spinto a pormi qualche quesito.

Come si fa il Ripasso ?

In questo ci viene in aiuto il disciplinare (che trovate integralmente qui) e che, all’articolo 5, punto 5) ci informa che:

I vini a denominazione di origine controllata “Valpolicella ripasso” sono ottenuti mediante rifermentazione dei vini atti a divenire vini a denominazione di origine controllata “Valpolicella”, in tutte le tipologie previste, sulle vinacce residue della preparazione dei vini “Recioto della Valpolicella” e/o “Amarone della Valpolicella”.

Quindi per fare il ripasso devo fare prima l’Amarone o il Recioto (ma di Recioto se ne fa sempre poco e non tutti gli anni).

Il successivo punto 6) puntualizza che:

Il quantitativo dei vini a denominazione di origine controllata “Valpolicella ripasso” non può essere in volume superiore al doppio del volume di vino ottenuto dalle vinacce delle tipologie “Recioto della Valpolicella” e/o “Amarone della Valpolicella” impiegate nelle operazioni di rifermentazione/ripasso.

E qui mi pare abbastanza chiaro: il doppio di zero è sempre zero.

Meno chiaro è il successivo punto 8)

E’ consentita, a scopo migliorativo, l’aggiunta per riclassificazione di vino atto a divenire “Amarone della Valpolicella” nella misura massima del 15%, nel rispetto dei limiti previsti per l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.

Non mi è chiaro in particolare se questa possibilità “aggiri” gli enunciati dei punti 5) e 6) e quindi il Ripasso possa essere prodotto senza “ripassare” un bel niente ma semplicemente aggiungendo Amarone precedentemente declassato e se questo Amarone debba essere della stessa annata riportata in etichetta dalle bottiglie di Ripasso o se si possano usare quantitativi di annate precedenti  attualmente in affinamento, e ancora, se l’Amarone “declassato” per produrre il proprio Ripasso, possa essere acquistato da terzi.

Al limite potrei pensare che si possa decidere di declassare il Recioto: come già ricordato sopra, il mercato dei vini dolci è in crisi e forse rinunciare ad una annata di Recioto è meglio che perderne una di Ripasso (ammesso e non concesso che la risposta ai quesiti posti più sopra sia affermativa).

Insomma, sembra che alla fine, se si vuole proporre Ripasso, qualcuno l’Amarone dovrà pur produrlo.

Valpolicella

Io non sono un guru della comunicazione, ma l’impressione è che qualcosa non abbia funzionato nella informative delle cantine che si sono premurate di farci sapere che non troveremo il loro Amarone 2014.

Volevano forse dire:

“L’Amarone 2014 sarà prodotto, perché ci servono le vinacce per fare il Ripasso, ma non sarà messo in commercio perché non all’altezza dei nostri standard aziendali. Sarà invece declassato per migliorare i vini Valpolicella e Ripasso”.

Che non è esattamente quello che è passato al pubblico e che probabilmente è più o meno quello che decideranno di fare quelle cantine che per dimensioni e posizione di mercato non possono permettersi di saltare l’annata.

Altrimenti si corre il rischio che, vedendo sugli scaffali il Ripasso 2014, il  consumatore si senta colto per le terga !

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