Prosecco e biodinamica

di Roberto Stocco

Ci sono persone che parlano del loro lavoro con tale trasporto che suscitano immediata ammirazione e un pizzico di sana invidia.

A me è successo un sabato pomeriggio durante l’incontro con Luciano De Biasi, viticoltore di Miane (TV).

Luciano ha pochi ettari, tutti coltivati seguendo i dettami della biodinamica, ma solo un piccolo appezzamento ha tutte le carte in regola per essere definito “biodinamico”.

Oltre ai preparati  500 e 501 le viti sono distanti da altre coltivazioni “convenzionali”.

Non vinifica personalmente le sue uve tranne quelle di questo piccolo vigneto.

Stiamo parlando di meno di 1 ettaro, forse più un centro studi o un giardino botanico vista la presenza di numerosi alberi da frutto.

Capitello nel vigneto di Località Coi – Miane (TV)

Capitello nel vigneto di Località Coi – Miane (TV)

In realtà a Luciano sembra interessare poco la trasformazione dell’uva e tutti i lustrini dl prosecco.

Da più dieci anni conduce una ricerca continua per recuperare vecchie varietà già presenti in zona. Una selezione massale che lo porta a riprodurre le piante che lui ritiene più interessanti indipendentemente si parli di Glera, Bianchetta, Perera o Malvasia (tutte varietà presenti in zona da molto tempo).

Per rendere maggiormente l’idea del lavoro estremo in corso, Luciano sta riproducendo alcune vecchie varietà trovate in un bosco di castagni dove in origine c’era un vigneto, ormai abbandonato da decenni.

Riproduzione mediante talea ma chi lo sa se in futuro partirà direttamente dai vinaccioli!

Come molti altri vignaioli “innovatori”, anche Luciano rilevava la difficoltà di fare queste ricerche quando si ha una sola possibilità all’anno per controllare il risultato. Per questo motivo manifestava la volontà di mettere a disposizione le sue esperienze a chi vuole abbandonare un certo modo di fare vino per approcciare un metodo che è, a tutti gli effetti, uno stile di vita.

Il vino? Beh, non poteva che essere un rifermentato in bottiglia come tradizione vuole.

La produzione è limitata e le quattro grandinate di quest’anno probabilmente azzereranno il numero di bottiglie del 2014.

C’è però un aspetto positivo di quest’annata così piovosa. Sarà, infatti, interessante verificare come reagiranno le vecchie viti coltivate in biodinamica rispetto alle vicine, preparate in vivaio e condotte con metodi convenzionali.

Vigna a pochi giorni dalla vendemmia 2014, dopo 4 grandinate.

Vigna a pochi giorni dalla vendemmia 2014, dopo 4 grandinate.

Luciano conosce già la risposta: Le vigne avranno più forza per rigenerarsi e ripartire con immutata vigoria.

La mia scarsa cultura in tema non mi fa esprimere. Approfitterò della sua disponibilità per capire di più cosa significa agricoltura biodinamica ed anche cosa vogliono dire i vignaioli con “… il vino si fa in vigneto e non in cantina …”.

Non è ancora chiusa l’annata e già non vedo l’ora riparta quella nuova!

 

Per chi volesse approfondire:

Luciano De Biasi
debiasi.luciano@alice.it

2 thoughts on “Prosecco e biodinamica

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