Stefano Milanesi – Santa Giuletta (PV)

di Marco De Tomasi

Nello strano mondo degli enoappassionati monomaniaci (e il sottoscritto rientra a pieno titolo in tale definizione) spesso si ha la tendenza a  classificare e suddividere i vignaioli in gruppi omogenei di varia militanza più o meno ideologica, in base alle scelte produttive. Questo se si ha l’abitudine, come nel mio caso, di gravitare intorno alle manifestazioni di piccoli produttori naturali e non.

Mi piace uscire dal corto circuito e constatare che in realtà la questione non è riconducibile ad uno schema così semplice.

Conoscere ed incontrare Stefano Milanesi è stata una piacevolissima ed inaspettata esperienza.

Non sta sulle guide, non si riconosce parte dei suddetti gruppi omogenei, non etichetta i suoi vini con la doc Oltrepò Pavese (va detto che c’è una diffusa insofferenza tra i molti bravi vignaioli oltrepadani nei confronti della denominazione che dovrebbe rappresentarli, e con quello che è successo ultimamente, non mi sento di biasimarli).

Oltrepo3

Eppure, avrebbe tutte le carte in regola per stare nel cesto a giocare al “er mejo fico der bigonzo”: naturalità e artigianalità in vigna come in cantina e una buona dose di sana e misurata follia anarcoide.

Ma appena lo conosci, capisci subito che questo tipo di gioco non fa parte del carattere di Stefano.

L’impatto con la cantina è spiazzante: ingombra di vasche di vetroresina, cemento e barrique strausate inframezzate da damigiane dove riposano innumerevoli esperimenti,  attrezzature ridotte all’osso, un unico contenitore in acciaio di pochi litri per prove di microvinificazione, tecnologia spartana e un senso di meditato disordine che dona all’insieme un che di alchemico.

Ma Stefano è tutt’altro che uno stregone:  ha curriculum ed esperienze di tutto rispetto: è tecnico agrario, si è diplomato alla prestigiosa scuola di enologia ad Alba e si è fatto le ossa nelle cantine La Versa.

Oltre a questo traspare una passione sconfinata per il proprio territorio, abbinata ad una volontà quasi rabbiosa nello smarcarsi dalle scelte scellerate che hanno portato l’Oltrepò Pavese lontano dall’attenzione del pubblico e alla scarsa considerazione da parte degli appassionati.

Lo dimostra portandoti in giro per le colline, mostrandoti le vigne, raccontando storia ed aneddoti del territorio.

E i vini che mi ha offerto nel bicchiere non potevano che rispecchiare questo carattere: interpretazioni uniche che sfuggono a qualsiasi possibilità di incasellamento. Comunque ricchi, multidimensionali e molto personali.

Vesna Nature Metodo Classico 2012: 100% pinot nero, metodo classico, non dosato. Naso pulito, profumi fermentativi molto fini, dai quali emergono note di fiori ed erbe aromatiche. In bocca si presenta cremoso, con un frutto maturo, ben sostenuto da una freschezza evidente e da una intrigante nota sapida che allunga il passo lasciando il palato desideroso di un ulteriore sorso. Un vino dalla schiena dritta, elegante e complesso, anche se non facilissimo per i palati “di primo pelo”. Decisamente un outsider per la mia esperienza di metodo classico prodotti in zona.

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Smila Metodo Classico 2010: 70% pinot nero, 20% cortese, 10% riesling, metodo classico, non dosato. Torniamo ad un canone stilistico più riconoscibile, con il pinot nero che domina il frutto con sentori di piccoli frutti molto maturi e una sensazione di maggiore morbidezza già al naso. Il sorso conferma questa idea: il vino è ampio, morbido e con una cremosità vellutata e bollicina un po’ evanescente. Maturo e appagante. Personalmente preferisco di gran lunga il precedente, ma non stento a credere che questo vino avrà sicuramente un pubblico di estimatori decisamente più ampio.

Poltre Bianco 2013: cortese, sauvignon , trebbiano toscano e vermentino. Bianco macerato sulle bucce (ma distante dagli eccessi degli orange wine). Di bella pulizia al naso, preciso, con note di fieno ed erbe aromatiche, spezie ed interessanti note fermentative che ne arricchiscono il profilo. In bocca esalta un carattere fresco e sapido, asciutto, con una bella progressione ed una altrettanto piacevole chiusura.

Poltre Rosso 2013: barbera 35%, croatina 20%, uva rara 35%, per il resto cabernet e un piccolo saldo di pinot nero. Naso discreto, note floreali e frutti rossi in evidenza, qui segue una lieve nota di liquirizia. La sensazione di garbo percepita la naso trova conferma anche al sorso, dove l’ingresso è sottile, ma anche dritto e preciso. Prosegue con un bel ritmo, affondando con una bella sensazione fresca che invoglia il sorso successivo.

Neroir 2012: 100% pinot nero. 12 ore di macerazione sulle bucce. Colpisce il colore, di un bel luminoso rubino. Naso preciso e ben articolato, ampio nei riconoscimenti di frutti rossi e sottobosco (humus). In bocca è succosissimo, con tannini già ben levigati e con notevoli ritorni retronasali di nocciole, mandorle e piccoli frutti sottospirito. Un pinot nero oltrepadano davvero sorprendente !

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Alessandro 2008: cabernet sauvignon 100%. Da uve leggermente sovramature, ben 3 anni di affinamento in legno. Un bel frutto maturo in evidenza, assolutamente privo di note verdi, un naso complesso ed invitante. un cabernet morbido, pieno, caldo e armonioso. Mi sono fatto l’idea che questo vino getterebbe scompiglio se messo a tradimento in mezzo ad etichette di prestigio in zona Valpolicella. Però non dite che “amaroneggia”, ché Stefano si incazza !

Oppure 2010: croatina 100%. Vale a dire Bonarda. Quella ferma. Quella buona. In questo caso il residuo zuccherino è importante, che considerando l’elevata gradazione alcolica non aiuta propriamente la beva. Il naso è un concentrato di frutti rossi sotto spirito, arricchiti da note speziate e vagamente balsamiche ed eteree. In bocca è potente, caldo. Interviene la portanza acida a riequilibrare un sorso altrimenti denso e con bei ritorni ammandorlati a guidare il finale.

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Elisa 2006: Barbera 100%. Frutto fresco ben presente al naso (e stiamo parlando di un vino di 8 anni !). Trovo la consueta pulizia e una bella definizione varietale. Anche questo esemplare è potente e caldo, ma esce in controcanto tutto il carattere fresco e verticale di una Barbera di rango, diretta e coerente. Stefano mi ha fatto assaggiare anche la 2003. Niente commenti sul taccuino: solo una fila di punti esclamativi !

Pinot Nero Maderu 2003: ti stimo fratello ! Perché riuscire a tirare fuori un vino del genere in una annata come il 2003 non è cosa che riesce a tutti. Prima che gli esegeti del pinot nero mi massacrino mediaticamente, devo ammettere che dal punto di vista filologico non siamo al cospetto di un’espressione tipica del vitigno, ma di fronte al risultato la cosa passa del tutto in secondo piano ! Ci staresti con il naso sopra per delle ore, incuriosito da cosa è in grado di fare uscire dal calice, neanche fosse il cilindro di un prestigiatore. Oltre ai soliti frutti rossi emergono tonalità balsamiche che spaziano dal rabarbaro alla menta, e poi arancia amara, ma cè pure il bergamotto e note caramellate che spingono un netto sentore di cola (si, proprio quella !). Una complessità profonda e ben armonizzata. E in bocca non è da meno, preciso, pieno, deciso senza sfoggio di muscoli, ancora fresco e scattante, per un vino di oltre 10 anni figlio di una annata caldissima, sulla carta assolutamente inadatta a rendere espressivi vini ottenuti da pinot nero, ma come già detto, chissenefrega !

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Dalla cantina di Stefano escono circa 15.000 bottiglie: poche, se si considera l’estensione dell’azienda; si devono però considerare rese molto basse e, soprattutto, il fatto che gran parte dell’uva viene ancora venduta a terzi. Prezzi in alcuni casi non proprio popolari ma sicuramente adeguati alla particolarità e qualità della proposta:

  • Vesna Nature Metodo Classico 2012: 27 Euro
  • Smila Metodo Classico 2010: 18 Euro
  • Poltre Bianco 2013: 9 Euro
  • Poltre Rosso 2013: 9 Euro
  • Neroir 2012: 14 Euro
  • Alessandro 2008: 24 Euro
  • Oppure 2010: 16 Euro
  • Elisa 2006: 28 Euro (che salgono a 36 per l’annata 2003)
  • Pinot Nero Maderu 2003: 40 Euro

Stefano Milanesi
Strada Vecchia per il Castello 4
27046 – Santa Giuletta (PV)
Tel.: 0383 801960
Cell.: 339 2762263
Mail: info@stefanomilanesi.it
www.stefanomilanesi.com
Ettari vitati: 12
Bottiglie annue prodotte: 15.000

One thought on “Stefano Milanesi – Santa Giuletta (PV)

  1. Gran bell’articolo e bel blog in generale! Ho conosciuto Stefano al Vinodromo a Milano tempo fa, in una serata dedicata all’Oltrepò, in particolare ad alcuni produttori “Bio” come lui, Marco Vercesi e Castello di Stefanago. Belle persone e ottimi vini!

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