Guida pratica al pacco natalizio (for beginners only)

di Marco De Tomasi

Visto l’approssimarsi del Natale e che con l’età il mio giro vita assomiglia sempre più a quella del simpatico personaggio pubblicitario vestito dei colori di una nota bevanda, dolce e gassata, che secondo alcuni gira la notte della vigilia su una slitta trainata da renne volanti (e poi dite che quello che beve sono io !), mi sento in vena di regalare dei buoni consigli.

BabboCognac

La verità è che mi sono un po’ rotto le balle di vedere immolate nell’orgia dei cesti e dei cenoni natalizi milioni di bottiglie di spumante di varia natura (spesso fortunatamente di bassa qualità), in agghiaccianti ed improbabili abbinamenti “ad minchiam”.

Perché so che là fuori è pieno di gente empia che trascura il culto di Bacco e che è usa consumare vino spumante solo in questo periodo. D’accordo: non capita di avere molti altri momenti da festeggiare durante l’anno, ma almeno cerchiamo di goderci quella povera bottiglia come si deve !

1. Se stanno nello stesso cesto, non devono per forza essere consumati contemporaneamente !

In giro si vede di tutto: panettone e pandoro abbinati a Prosecco dry, a volte extra dry. Raramente si punta su un più consono Moscato d’Asti per il pacco aziendale. Sporadicamente ho visto cesti natalizi dove qualche incauto aveva piazzato una bottiglia di Franciacorta o Champagne a fianco del pandoro e del mandorlato. Idea lussuosa, ma bisognerebbe allegare le istruzioni dell’uso, perché va a finire che qualcuno usa un brut/extra brut per pucciarci il pandoro.

Pacchi

Poi non ci lamentiamo se ci sono quelli che “A me il vino con le bolle non piace !”. Ti credo: finché continui a cromarti il palato con le sensazioni metalliche e amarognole dell’abbinamento pietanza dolce – vino secco, sarà ben difficile che arrivino mai a piacerti.

Regola aurea dell’abbinamento cibo/vino: Le pietanze dolci vanno abbinate a vini dolci, l’abbinamento è sempre quindi per concordanza e mai per contrasto.

2. Va bene, ma come riconosco uno spumante dolce ?

Questione di etichetta. Nel senso che va letta l’etichetta e decodificato il tenore zuccherino del vino secondo la seguente classificazione (dal più secco al più dolce):

DosaggioSpumanti

Gli spumanti ottenuti con il metodo classico o Champenoise (quindi Champagne, Franciacorta, Trento, Oltrepò Pavese, Alta Langa, ecc.) sono nel 99% dei casi secchi e compresi tra le categorie Pas Dosè (Non dosato), Extra Brut e Brut. Quindi, salvo rarissime eccezioni, tenete lontano lo Champagne o il Franciacorta dal panettone !

Gli spumanti ottenuti con il metodo Martinotti o Charmat (quindi Prosecco, Moscato d’Asti, Colli Euganei Fior d’Arancio, ecc.) sono più difficilmente inquadrabili, perché possono andare dal Brut (che è secco) al decisamente dolce. Possiamo affermare con tranquillità che il Prosecco (ovvero la presenza più comune nei cesti natalizi) va dal Brut al Dry, passando per l’Extra Dry. Il Brut usatelo per l’aperitivo; l’Extra Dry potete tranquillamente usarlo dall’antipasto al pesce; Nella tipologia Dry, contrariamente a quello che può suggerire l’indicazione in etichetta, si comincia a percepire la dolcezza, ed è quindi più difficile da gestire: personalmente ne limiterei l’uso sui crostacei ed su alcune tipologie di molluschi. Alcuni lo abbinano anche ai dolci, ma ritengo la cosa una forzatura (anche se c’è a chi piace).

Moscato d’Asti e altri Moscato (come il Colli Euganei Fior d’Arancio), sono sicuramente dolci: avete il via libera per stapparli con pandoro e panettone.

Ricapitolando, se avete intenzione di pasteggiare con il vostro dolce di Natale preferito tenete presente che:

  • Champagne, Franciacorta, Trento, Oltrepò Pavese e Metodo Classico in generale: MAI (salvo rarissime eccezioni);
  • Prosecco: SI e NO, l’unica tipologia su cui potete azzardare è il Dry, ma come già detto, sarebbe meglio valorizzato con abbinamenti diversi.
  • Moscato d’Asti e spumanti dolci in generale: SICURAMENTE. E prendete in considerazione anche un bell’abbinamento con un vino dolce fermo. In Italia abbiamo splendidi vini passiti che aspettano solo il momento ideale per essere conosciuti ed apprezzati da un pubblico più ampio: se pandoro e panettone sono nella versione classica e non farciti con creme e ripieni vari, un passito può rappresentare una buona alternativa allo spumante (attenzione a dolci cremosi e farciti, ai dolci a base di limone o ananas, dove l’abbinamento con un passito può rappresentare un’esperienza non proprio gradevole: meglio quindi un bel moscato spumante).

3. Però nel pacco mi hanno messo un Metodo Classico – Prosecco Brut/Extra dry: come lo bevo ?

La collocazione ideale di questi vini è ad inizio pasto, MAI alla fine.

Potete però aprirli anche lontano dal pasto (prima o dopo), per condividere un momento di festa o un brindisi con i vostri commensali.

Xmas

Metodo classico importanti possono accompagnare tranquillamente il pasto fino ai secondi di pesce.

Molto “gastronomica” è la tipologia Satén dei Franciacorta, che grazie ad una maggiore cremosità in bocca dona sensazioni più rotonde e quindi meglio si abbina a piatti via via più importanti.

Al di fuori di questa tipologia particolare, se non conoscete lo stile della cantina (conosco alcuni Champagne che abbinerei senza problemi ad una tagliata di manzo), non giocate d’azzardo e godetevi il vostro Metodo Classico tra aperitivo ed antipasto.

Per il Prosecco ribadisco quanto già detto: il Brut va limitato all’aperitivo o al limite su antipasti “leggeri”; potete osare di più con gli Extra Dry che, grazie alla sensazione più voluminosa dovuta al maggior tenore zuccherino, possono accompagnarvi fino a primi piatti delicati o secondi di pesce non troppo elaborati. Se avete a che fare con un Conegliano-Valdobbiadene rimanete nella prima metà della forbice, perché sono più sottili ed eleganti, mentre potete spingere di più con gli Asolo, che generalmente hanno più corpo e sono gastronomicamente più versatili. Come già detto i Dry (tipologia che personalmente non amo molto) hanno un campo di utilizzo molto più ristretto, ma possono fare il loro dovere con cibi dal sapore dolciastro, in particolar modo con i crostacei.

4. Freschi, non ghiacciati

Un’ultima avvertenza sulle temperature di servizio: mai scendere sotto gli 8 gradi per gli spumanti dolci, si andrebbero ad esaltare le sensazioni dure e il vino perderebbe armonia e piacevolezza, oltre che gran parte dei profumi.

GrappoloGhiacciato

Per contro, una temperatura oltre i 12 gradi andrebbe ad esaltare la componente zuccherina, appiattendo il vino, che risulterebbe così difficile da bere. Per gli spumanti secchi non scenderei sotto i 10 gradi, qualcosina di più (11/12 gradi) per i Metodo classico più importanti (millesimati, riserve), in modo da esaltare i sentori secondari sviluppati durante la lunga permanenza sui lieviti.

Ora non avete più scuse: quando impugnerete lo smartphone per farci sapere come state festeggiando il Natale, badate bene alla bottiglia che apparirà a fianco della fetta di dolce …

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO !

5. Bonus track (crepi l’avarizia !) Ovviamente è scontato che lo spumante lo servirete in calici di vetro/cristallo e non nei bicchieri di plastica (è Natale, che diamine !). ??????????? Le coppe da Champagne basse della nonna sono buone per il mercatino dell’usato …

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