ViniVeri 2015 – Il report da Cerea

di Marco De Tomasi

Con un evidente ritardo, ecco il primo dei miei report dalle fiere veronesi.

Vini Veri nella fabbrica di Cerea è da sempre la mia prima tappa.

Senza reticenze e forse ripetendomi un po’, dico subito che questo è l’evento che più degli altri sembra segnare il passo.

Lungi da me affermare che Vini Veri abbia le edizioni contate, ma l’impressione è davvero quella che il nucleo primigenio dell’associazione abbia un po’ perso la capacità di aggregare nuove forze intorno al progetto originale.

Detto questo per dovere di cronaca (e lieto eventualmente di essere smentito), mi addentro subito nel vivo degli assaggi più significativi di quest’anno.

ViniVeri2015

Parto subito con gli assaggi dall’estero e da un sorprendente vino georgiano, uno dei migliori assaggi in assoluto di questa tornata veronese: Kvaliti Krakhuna 2013 della cantina Archil Guniava’s, appena mezzo ettaro di estensione. Il vino in degustazione era l’unico della gamma sfuggito alla fiscalità di non so di quale paese: purtroppo gli altri campioni sono rimasti negli uffici di alcuni zelanti ed evidentemente assetati doganieri. Vino di una profondità e di una estensione olfattiva impressionante, con riconoscimenti che andavano dal carrubo al sambuco, dalla genziana alla liquirizia, passando per una incredibile gamma di spezie ed erbe aromatiche. In bocca tiene il passo, emergendo decisamente dal consueto panorama georgiano, dove le macerazioni tendono ad appiattire un po’ il sorso. Non questo vino, che rimane succoso, ben scandito e altrettanto articolato e dinamico come dimostrato al naso.

Kvaliti2013

Tra gli Champagne presenti, riconfermo la piacevole impressione avuta in passato con Vouette & Sorbée: il loro rosé Saignée de Sorbée è un rosè da salasso carnoso e molto espressivo, a mio avviso tra i più convincenti che si possono incontrare tra questa particolare tipologia. Molto particolari anche gli Champagne di Olivier Horiot, dalla sferzante acidità, a tratti decisamente eccessiva: sarebbe interessante capirne l’evoluzione nel tempo.

V&SRosé

Un porto sicuro è Ronco Severo: la gamma di Stefano Novello mi è parsa quest’anno decisamente più a fuoco rispetto all’anno scorso. La gestione delle lunghe macerazioni è un gioco di equilibrio che a questo vignaiolo riesce quasi sempre, e che risulta particolarmente precisa e ben calibrata sul Friulano Riserva con un varietale che emerge nettamente sulla tecnica. Sempre profondissimo il Merlot Riserva Artiul, secondo me una delle espressioni più compiute della tipologia in Friuli.

I vini di Eugenio Rosi sono sempre un piacevolissimo incontro. Ribadisco la mia preferenza per il Cabernet Franc vinificato con una sorta di metodo Solera. Tra i calici più emozionanti di Cerea e una delle cose più interessanti che siano uscite dal Trentino negli ultimi anni.

Riconferme anche da Valter Mattoni, con il corposo Montepulciano Arshura e il più etereo Rossobordò da una varietà affine al grenache (la stessa che da vita al Kupra di Oasi degli Angeli).

Rimanendo in tema Oasi degli Angeli, impossibile non ritrovare la traccia stilistica del Kurni nell’Habemus 2012 di San Giovenale, taglio laziale di grenache, syrah e carignan, imponente quanto piacevole.

La Sicilia sfodera una sequenza di rossi che lascia il segno, con una progressione quasi vertiginosa tra il Nero Ossidiana di Tenuta di Castellaro (corinto e nero d’Avola completati da una minima percecentuale di altri vitigni), il Suber di Daino (nero d’Avola, frappato e alicante) e l’Etna Rosso Vigo di Fattorie Romeo Dal Castello.

Daino

Si cambia registo e carattere con il Piemonte: da Rinaldi mi emoziono sul calice del Barolo Tre Tine 2011, a mio avviso il più completo e profondo tra quelli proposti da “Citrico” quest’anno.

Cascina Fornace è una giovane azienda del Roero, territorio un po’ messo in ombra dalle vicine Langhe ma che a giudicare dal risultato del Roero 2012 ha molto da dire: carnoso e dalla spiccata personalità, appena velata da un carattere lievemente rustico che ne arricchisce il fascino. Conclude con un lunghezza magistrale. Da seguire !

L’Alto Piemonte riconferma la validità dei vini di Colombera & Garella: quest’anno al Coste della Sesia e al Bramaterra si è aggiunto il Lessona: il primo assaggio denota già una un’ottima precisione stilistica e una ulteriore chiave interpretativa di questo piccolo e affascinante angolo di Piemonte, che va ad aggiungersi a realtà già consolidate.

3 thoughts on “ViniVeri 2015 – Il report da Cerea

  1. Sono stato anche io a Vini Veri da visitatore.

    Anche io ho avuto l’impressione che la manifestazione stia segnando il passo; peccato, la location è veramente fantastica e la possibilità di poter acquistare i vini all’enoteca una buona cosa.

    Non sono riuscito ad assaggiare tutti i vini proposti comunque confermo le impressioni sugli Champagne; sempre bravo Gianfranco Daino col suo super Suber.
    Piaciuto molto anche Ronco Severo anche se alcuni vini soffrivano il recente imbottigliamento.

    I vini che mi hanno più piacevolmente sorpreso? Il rifermentato di malvasia di Crocizia e il grignolino riserva di Crealto

  2. Salve DeTomasi,
    Complimenti per l’interessante report. Mi hai fatto venire la voglia di tirare fuori il cavatappi e stapparmi una bottiglia del vino georgiano che tanto ti ha colpito. Si trova in commercio in Italia?
    Grazie, Rudy

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