18 Aprile 2017

di Marco De Tomasi

BAROLO

FRANCIACORTA

MORGEX

COLLI EUGANEI

GHEMME

VALDOBBIADENE

CHAMPAGNE

GAMBELLARA

MONFERRATO

BARDOLINO

CHIANTI

TRENTINO

FRIULI

MONTEFALCO

Questa data rimarrà scolpita nella memoria di tanti vignaioli, e probabilmente supererà le generazioni.

Non si ricorda un evento così esteso e diffuso: gelate tardive hanno pesantemente colpito tutto il nord Italia, ma anche buona parte del centro e anche in Francia e in Austria, quando le viti erano già in fase di avanzato germogliamento.

La capacità produttiva di queste vigne è compromessa per l’anno 2017.

Ci saranno vignaioli che vedranno nuovi frutti solo con la vendemmia 2018.

Vale a dire fra 17-18 mesi.

Un anno e mezzo.

Noi blogger siamo fortunati: pochi di noi vivono di questa attività. Chi ci riesce probabilmente si conta sulle dita di una mano o poco più.

Raccontare il vino è una passione, un passatempo.

Chi invece il vino lo fa, molto spesso, quasi sempre, di quello campa. Con tutta la famiglia.

Immaginare come ci si possa sentire vedendo la propria fonte di sostentamento annichilita nel giro di una notte è difficile, dal nostro punto di osservazione, seduti al caldo davanti alla tastiera di un PC.

Per chi vive dei frutti della vigna ora diventa tutto più difficile: molte vigne non produrrano, altre daranno poca uva.

Tutte andranno comunque curate, per regolare una vegetazione che, in carenza di frutti, potrebbe risultare esuberante.

E questo senza la prospettiva di raccogliere in autunno.

L’idea un po’ bucolica, fatta di poesia e un pizzico di retorica, si è scontrata con la dura realtà di Madre Natura, che spesso è generosa, ma qualche volta può essere puttana.

Spesso mi trovo a riflettere sull’immaginario ideale raccontato da chi comunica il vino per passione.

Un mondo fatto di paladini della vigna, idealisti che rincorrono un sogno un po’ hippy, depositari di un verbo seguito fideisticamente da nuvole di adoratori.

Ma, come tutti i mondi ideali è lontano dalla realtà.

Una realtà fatta di affitti, di mutui, di clienti che non pagano, di fornitori che sollecitano pagamenti, di dipendenti che vanno pagati e di mille altre piccole e grandi beghe che ogni attività umana si tira naturalmente dietro.

Dimenticando che stiamo parlando di gente che fa vino per campare, che ha un’azienda, e che il codice civile ci dice debba fare profitto. Non dico da diventare ricchi, ma quanto meno da vivere decorosamente.

Ho espresso in altra sede la mia piena solidarietà a chi è stato colpito da questa autentica calamità, ma al tempo stesso mi è chiara tutta la mia inadeguatezza di fronte ad un evento così grande.

Quando 10 euro o anche meno vi sembrano un’eresia per una bottiglia di vino, pensate alle immagini all’inizio di questo post.


P.S.: le foto le ho raccolte qua e là in rete. Non ho rilevato chi sono gli autori. Se qualcuno desidera essere citato o vuole che le sue foto non compaiano, non ha che da chiederlo.

4 thoughts on “18 Aprile 2017

  1. Una tragedia. Un’autentica tragedia. Mi chiedo cosa si possa fare di fronte a catastrofi come questa e mi rifiuto, esattamente come hai fatto tu Marco, di rimuoverla dai miei pensieri derubricandola ad un malaugurato incidente di percorso.
    Personalmente ho deciso di muovermi, nel mio piccolo, per sostenere i miei viticoltori del cuore danneggiati dalla gelata (come l’amico e grandissimo vigneron Didier Gerbelle vittima in pochi anni di due vendemmie totalmente perse). Comprerò più bottiglie del loro vini di annate precedenti, racconterò la loro storia ed i loro vini ad ancora più persone. Ognuno di noi, anche con questi piccoli gesti, può contenere i danni economici ed anche quelli morali, ben piu’ sottili ma non meno logoranti per chi lavora con la passione di portare a casa, oltre ai meritati soldi, anche uva e vini di eccellenza.

  2. Il danno è enorme e le conseguenze molto gravi.
    La memoria però è assai corta. Lo scorso anno fu quasi lo stesso. Negli anni 70/80 succedeva quasi ogni anno. Noi ci difendevamo già allora accendendo fuochi nel vigneto. Ora si vuol credere che non nevica più, che non fa più freddo ecc.
    Nessuno si ricorda il lunedì di cosa è successo il sabato.

  3. Il secondo anno consecutivo per molti, come me, un vigneto in Abruzzo a 1000m.s.l.m. impiantato da tre anni, ma che negli ultimi due ha subito solo danni da gelate, l’anno scorso il 25 aprile, quest’anno adesso! Passa la voglia di fare tutto, tanti soldi investiti per nulla… Teniamo duro e andiamo avanti la tenacia è l’unica strada!

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