Colli Berici Carmenere 2011 e 2013 – Magia di Barbarano

di Marco De Tomasi

Capire la realtà produttiva dei Colli Berici in provincia di Vicenza è abbastanza difficile: bisogna districarsi tra una varietà di vitigni piuttosto estesa e una conseguente  eterogeneità interpretativa che complica non poco il quadro complessivo.

Fortunatamente, anche se con un po’ di fatica, da qualche tempo si è riusciti a fare identificare questa zona con il suo vitigno/vino più identitario: il Tai Rosso, una varietà locale di grenache.

Sono convinto che i Colli Berici siano un territorio con un alta vocazione per i vini rossi.

Dagli assaggi che periodicamente faccio, ho ricavato una personale suddivisione delle “aree vocazionali” di questa denominazione.

ColliBerici2

I Colli Berici posso essere idealmente iscritti in un parallelogramma,  che può essere diviso perfettamente a metà in senso verticale, formandone altri due. A destra (1) troviamo il versante orientale dei Berici: qui è il regno del tai rosso, dove maggiore è la possibilità di imbattersi nelle migliori espressioni di questa varietà (esistono eccellenti Tai Rosso prodotti anche nel resto dei Berici, ma si incontrano con minor frequenza rispetto a questa zona); sull’altro lato (2), il versante occidentale, possiamo trovare eccellenti tagli bordolesi e mi sento comunque di affermare che questa è l’area dei Berici dove i vini a base di cabernet sauvignon e merlot riescono meglio.

Il versante orientale può a sua volta essere diviso a metà in senso orizzontale.

La porzione meridionale di questa ulteriore suddivisione (3) rappresenta, alla luce dei campioni che ho finora avuto modo di assaggiare (quindi probabilmente con grandi possibilità di ampliamento),  l’area vocazionalmente più interessante per un vitigno che in termini di tipicità, riconoscibilità e quindi identità può a mio parere andare ad affiancare a pieno titolo il tai rosso come “biglietto da visita” dei colli stessi:  il carmenere.

Carmenere

Va detto che negli ultimi anni è stato fatto uno sforzo da parte di molti vignaioli per uscire dall’empasse dato dalla confusione con il merlot e la commistione con il cabernet franc: se il carmerenere era un tempo identificato con il cabernet franc, oggi sui Colli Berici fortunatamente non è più così (ricordiamo che il carmenere è un vitigno originario del Médoc  – dove praticamente non esiste più, se non in piccolissime particelle – e che è la varietà più estesamente coltivata in Cile, dove è praticamente assurto a “vitigno nazionale”).

Se il tai rosso presenta delle difficoltà dovute al fatto che è un vitigno che “sente” molto l’annata (con risultati in bottiglia che possono essere assai diversi a parità di etichetta), non di meno il carmenere è un vitigno non facile da interpretare, principalmente a causa del carattere erbaceo dei vini che si ottengono, con sentori tipici di peperone che, se non gestiti con la dovuta sensibilità, rischiano di cadere nella caricatura, perdendo in finezza e piacevolezza.

Diversi produttori scelgono di mitigare questo carattere mediante un breve appassimento di parte delle uve, che va a smussare gli spigoli ed esaltare i toni più fruttati del’uva.

Non così il Carmenere di una nuova realtà berica, Magia di Barbarano, di cui ho avuto la possibilità di assaggiare le annate 2011 e 2013.

Bene inteso, si tratta di un vino quotidiano, non un campione di estrazione e muscoli, ma denota in entrambe le annate una finezza e una sostanza che mi hanno colpito.

????

Le tonalità erbacee ci sono tutte, con un peperone croccante e assenza di sentori eccessivamente “verdi”, cui si inseriscono  armoniosamente note di frutti rossi, con un bel lampone in evidenza e, dopo un po’ di tempo nel calice, anche del cioccolato.  Equilibrio che si ritrova in bocca, dove è pulito, succoso e rinfrescante, chiudendo su una piacevolissima nota amaricante.

L’annata 2011 è quella che al momento dimostra maggiore integrazione ed armonia tra le varie componenti; la 2013 avrà bisogno ancora di qualche tempo in bottiglia per esprimersi al meglio delle sue potenzialità.

Un vino che, nonostante la sua semplicità concettuale, e forse proprio in virtù di questa, risulta estremamente piacevole ed immediato, di buona articolazione, mantenendo un evidente carattere e senza cadere nella banalità.

Pagati 3,50 Euro la 2011 e 4,00 Euro la 2013. Meno di una birra in pizzeria …

Magia di Barbarano
Via San Martino, 29
Barbarano Vicentino (VI)
www.magiadibarbarano.it
info@magiadibarbarano.it